Nessuna colpa per i morti sull'Annapurna
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Nessuna colpa per i morti sull'Annapurna
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Nessuna colpa per i morti sull'Annapurna

"Gnaro" Mondinelli, uno dei più esperti alpinisti italiani, spiega cos'è successo in Himalaya e perché l'unico responsabile sia il fato

"So che tra gli alpinisti bloccati 'è anche Adriano Favre. Non c'è da preoccuparsi. Lui è un alpinista esperto, molto esperto. E' direttore del soccorso alpino della Valle d'Aosta. Sa gestire benissimo situazioni come queste".

Silvio "Gnaro" Mondinelli, uno degli alpinisti italiani più esperti e conosciuti, ci spiega dall'alto della sua esperienza proprio dell'Himalaya cosa possa essere successo sull'Annapurna, dove 24 tra trekker e guide sono morte nei giorni scorsi, sorprese da una tempesta di neve e da alcune valanghe che hanno bloccato ogni via d'accesso ed anche d'uscita dalla nota montagna. Un bilancio che purtroppo non è ancora definitivo dato che altre 100 persone sono bloccate in zona. E tra queste c'è proprio anche Adriano Favre.

Himalaya: morti 24 escursionisti


"Innanzitutto bisogna dire che è normale una così massicca presenza di persone in quell'area. Questo infatti - spiega Mondinelli - è il periodo migliore dell'anno per il trekking. La stagione dei monsoni infatti è finita ed il freddo vero dell'inverno non è ancora arrivato. Certo, c'è già la neve ma questo rende le montagne ancora più belle ed attraenti per gli appassionati".

Ma allora cosa può essere successo?

"Il maltempo è davvero un'incognita da quelle parti. Tutte le guide, anche le più sprovveduto, si informano ogni giorno. Ma capita che ci si fidi anche della gente del posto o della propria esperienza personale".

Quindi una tragedia che non si poteva evitare?

"Purtroppo no. La montagna, o meglio, quella montagna è così. E non si puaaò nemmeno parlare di sovraffollamento o cose simili. Come presenze siamo ai numeri classici per il periodo e nella maggior parte delle stagioni tutto scorre senza che nulla accada. Purtroppo però la valanga o la tempesta di neve improvvisa ogni 3-4 anni pauò capitare ed è in grado di creare disastri come quello di questi giorni. E' però davvero difficile se non impossibile che tra gli appassionati di trekking che in questi giorni si trovavano sull'Annapurna ci siano degli sprovveduti. Non è un posto per tutti, è una delle montagne più affascinanti ma difficili del mondo. Con tutti i rischi del caso".

Come si gestiscono giorni come questi in cui si resta bloccati in mezzo alla neve?

"Per Adriano e tutte le persone bloccate al campo base, che si trova pur sempre a 5000 metri di altitudine, non ci sono grosse preoccupazioi. Ci sono casette e strutture per stare al riparo. Più complesso invece il destino di quelli che magari si trovavano già lungo il cammino; ma non è molto complicato trovare un appoggio o un rifugio di fortuna"

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