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Luca Pagano: un reality per spiegare come “si gioca” a poker

Il pokerista numero uno in Italia, conduttore del programma La Casa degli Assi, svela alcuni consigli per diventare giocatori professionisti

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Teobaldo Semoli

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Spirito di osservazione, self control, capacità di pensiero e analisi. Sono le caratteristiche fondamentali per entrare nella Casa degli Assi, il reality sul poker in onda dal 3 aprile in seconda serata su Italia1 che metterà di fronte 14 persone comuni – riprese 24 ore su 24 – in una serie di sfide al tavolo da gioco fino alla vittoria del premio finale da 50mila euro.

A dirigere le operazioni ci sarà Luca Pagano, pokerista numero uno in Italia, che oltre a condurre il programma avrà il compito di insegnare – insieme agli altri due giocatori professionisti e membri del Team PokerStars Giada Fang e Pier Paolo Fabretti – ai ragazzi e agli spettatori le basi del gioco del poker e svelare, perché no, alcuni dei segreti che gli hanno fatto vincere oltre 2 milioni di dollari in carriera.

Abbiamo incontrato Luca nella lussuosa villa di Malta dove per cinque settimane i concorrenti si daranno battaglia a suon di bet, raise e all-in. Ecco cosa ci ha raccontato.

Luca, ci spieghi come si fa a diventare giocatori di poker?

“Sicuramente servono una certa educazione e predisposizione alla matematica, così come per la gestione del denaro. Infatti nei corsi PokerStars, prima ancora di spiegare come affrontare le singole mani, tentiamo proprio di dare consigli legati alla gestione del bankroll, che poi è la il proprio patrimonio personale. Questa è la vera “abc” del poker”.

E poi?

“E poi servono logica, velocità di pensiero, spirito di osservazione e, non ultimo, il coraggio. Molti non sanno che esistono formule matematiche che aiutano a prendere le decisioni quando si è seduti al tavolo, e non solo…”.

Per esempio?

“Dico la più semplice, che è anche un consiglio per chi inizia ora a giocare: se hai 1000 euro da parte non dovresti andare a giocare tornei che costano più di 5 euro. Detto in altro modo, significa che devi sempre poterti permette di perdere 200 volte la somma che stai giocando. Questa regola vale sia al tavolo da gioco che nella gestione del proprio patrimonio globale”.

Come hai fatto a conoscere queste regole fondamentali del poker?

“Come molti ho iniziato quasi per sbaglio ma ai quei tempi facevo l’imprenditore, ragione per cui quando mi sono seduto al tavolo per la prima volta davo già una certa importanza al denaro che investivo. La mia fortuna è stata quella di poter giocare fin da subito con dei professionisti, e osservandoli ho intuito che utilizzavano dei sistemi per controllare il loro gioco, inteso come somma di vincite e perdite; da lì ho capito che il poker può essere tutt’altro che casuale..”.

Dove si può imparare davvero a giocare a poker?

“Partecipando agli eventi, parlando con altri giocatori, leggendo dei libri o cercando su internet. Dato che oggi i tutorial sono diventati una fonte di sapere molto utilizzata, abbiamo in mente di caricare i video delle lezioni che daremo ai ragazzi sul sito de “La Casa degli Assi”. In questo senso vorremmo che il programma, mettendo in gioco persone normali e non giocatori professionisti, fosse in grado di spiegare il poker fin dalle sue basi”.


 

Si può guadagnare con il poker?

“Per me è sempre stato un lavoro. Quando ho iniziato, anni fa, ho fatto subito alcuni conti; ai quei tempi gestivo discoteche e locali ed ero fortemente soggetto a fenomeni aleatori, come ad esempio le condizioni climatiche, che non potevo in alcun modo controllare ma dalle quali dipendeva fortemente il mio business…”. 

Esattamente come al tavolo da gioco… 

“Questo tipo di esperienza credo mi abbia fatto accettare fin dall’inizio vittorie e sconfitte, fino a farmi capire che studiando e imparando avrei potuto gestirle. Nessun professionista è nato sapendo come si gioca. L’importante è avere il giusto tipo di approccio”.

Ci dici una cosa che il buon giocatore di poker deve per forza imparare? 

“Come detto le conoscenze matematiche sono molto importanti. Ogni volta che si prende una decisione bisogna sapere ponderare le scelte in modo analitico. Faccio anche qui un esempio pratico: se si hanno il 20% di possibilità di vincere un piatto di 100, e per vincere bisogna spendere solo 10, in quel caso giocare è una buona decisione. Se si ragiona in questo modo anche perdendo per 4-5 volte di fila si può stare tranquilli del fatto che prima o poi la matematica e la legge delle probabilità verranno in soccorso”.

E dal punto di vista psicologico? 

“Il self-control credo sia senza dubbio la dote fondamentale, e per questo anche nel casting per la Casa degli Assi abbiamo chiesto ai candidati di provare a far innervosire l’avversario, resistendo a propria volta alle provocazioni. Può sembrare uno scherzo, ma sono dinamiche che accadono realmente; anche, anzi soprattutto tra professionisti. D’altra parte è da questi aspetti che emergono le reali qualità di un giocatore e di una persona”.

In che senso?

“Il poker è una chiave di lettura per molti aspetti della vita proprio perché si è costretti a prendere decisioni importanti per diverse ore; tant’è che viene utilizzato in molti corsi per manager aziendali. Saper gestire la pressione, sapersi prendere i dovuti rischi e riuscire a trovare la decisione giusta è un qualcosa a cui siamo sottoposti quotidianamente. Poi non sempre ti dice bene. Ma se “giochi” nel modo giusto alla fine il bilancio sarà sempre positivo”.

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