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Alberto Angela, una guida alle mie meraviglie

Da Roma all'Isola di Pasqua, passando per deserti di sale e "stellate" polari. Il giro del mondo da uno che lo conosce bene

Alberto Angela

Lucia Scajola

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Chiedere ad Alberto Angela consigli di viaggio è un lusso che non capita tutti i giorni. Non solo perché ha visto il mondo in lungo e in largo da quando è nato, e dunque sa bene di cosa parla, ma anche perché, mentre racconta, è così coinvolgente che si ha la sensazione di sentirsi tirare per mano fin dentro i luoghi in cui ha scelto di condurci.

Alla vigilia della ripresa della diciottesima edizione di Ulisse, il piacere della scoperta, in onda in prima serata dal 24 marzo su Raitre, il divulgatore scientifico più amato dalle donne si è prestato a farci fare un giro del mondo speciale, partendo da Parigi, sua città natale, per arrivare a Roma, dove risiede oggi.

Partiamo dalla Ville Lumière. Il posto del cuore?
Il museo di storia naturale è un indirizzo che pochi conoscono. Vale la pena perché sembra di immergersi in due mondi: da un lato ha ambientazioni fascinose alla Jules Verne, dall'altro tecnologie super innovative.

Rimanendo ancora in Europa, dove andiamo?
Facciamo rotta verso norde fermiamoci alle isole Svalbard. Sono isolotti del Polo Nord, sopra l'Islanda: ci abitano più orsi bianchi che essere umani. Si deve andare in questo periodo per vedere l'aurora boreale: è una di quelle situazioni in cui letteralmente rimani con la bocca aperta di fronte alla forza dell'universo.

Attraversiamo il Mar Glaciale Artico.
Approdati sul continente americano, propongo una sosta in Canada. A Toronto è molto piacevole sentirsi circondati, al bar, da italiani che leggonoi nostri giornali e parlano la nostra lingua. È uno dei pochi posti al mondo in cui ho provato questa sensazione di "casa".

Cosa ci fa vedere dell'America?
Saltiamo gli Usa e andiamo giù, in Patagonia, un paradiso terrestre. È più a sud del Sudafrica e dell'Australia: i raggi solari sono molto bassi e questo rende i colori più vividi di quanto non siano in ogni altra parte del mondo. Il cielo poi è azzurrissimo: un parco giochi per chi ama la fotografia.

Lasciamo il continente?
No, prima ci facciamo un tango a Buenos Aires. Nel quartiere de La Boca, dove, nei vicoli, tra le case dipinte di tutti i colori, gli abbracci tra i ballerini sono reali e rumorosi. Sensazioni antiche.

Prossima tappa?
Facciamo un salto in Cile, nel deserto di Atacama: una spianata di sale, su cui sgambettano i fenicotteri. Intorno, montagne enormi e cielo color indaco. Non immaginavo che certe cose potessero esistere in natura.

Prendiamo il largo?
Sì, già che siamo qui, dobbiamo andare a vedere l'isola di Pasqua. Tutti quei moai che sbucano dalla terra, quasi fosse un cimitero, sono testimoni che perfino qui, lontano da tutto, l'uomo ha sviluppato un'importante civiltà, sfidando se stesso. Nel blu, isolato tra il vento e il silenzio, ritrovi te stesso. Questo vale il lungo viaggio.

Proseguiamo verso ovest.
Andiamo in Australia per vedere Coober Pedy: un posto folle. In un'atmosfera da far west, sorgono le miniere di opale, ricavato da cilindri verticali di 80 metri. Ci sono alberghetti scavati al fresco dentro le cave e, tutto intorno, solo il deserto.

Dove ci porta in Asia?
Andiamo in Vietnam per vedere Cu Chi, la città sotterranea dove si nascondevano i Viet Cong durante la guerra con gli Usa. Sembrano catacombe. Vale la pena anche vedere la Cina contemporanea. Ci sono città nuove di zecca, sconosciute, ma popolate da decine di milioni di abitanti, che ci danno la misura delle velocità cui si viaggia da queste parti.

Tocca riavvicinarsi verso casa, l'ultima tappa?
In Africa, quella vera. Due sono le gite. In Tanzania, nell'area naturale di Ngorongoro, un enorme cratere circondato da tutti gli animali della savana. Vale la visita del museo di Olduvay, finestra sulle origini dell'uomo, dove ho lavorato tre anni. Altresì autentica è la Namibia. Qui ci sono gli ultimi Boscimani che vivono da primitivi nelle capanne. Emozionante il deserto del Sossus Vlei, che cambia colore: è probabilmente il più bello del mondo, specie la notte, sotto le stelle.

Fine del giro. Cosa ci fa scoprire nella sua Roma?
Pochissimi conoscono la meraviglia di Ostia antica. Andateci: ci sono ancora interi condomini romani, di quattro piani, con le botteghe integre al piano terra.

C'è un viaggio che le manca?
Credo di aver visto tutto il mondo, ma ho sempre un certo timore a tornare nei luoghi in cui sono stato troppo felice. L'aereo, certe volte, diventa una bislacca macchina del tempo.

(Questo articolo è stato pubblcato sul numero di Panorama in edicola il 22 marzo 2018)

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