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(Ansa)
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«Non siamo manganellatori violenti». La dura replica dei sindacati di Polizia

I fatti di Pisa hanno scatenato furiose polemiche e sono in molti ad attaccare direttamente gli uomini in divisa. Che però non ci stanno

Le immagini degli studenti manganellati a Pisa in Piazza Cavalieri, hanno sollevato polemiche e condanne non solo da parte delle opposizioni, e dal Presidente della Repubblica ma anche da buona parte dell’opinione pubblica. A far discutere è stata la risposta ritenuta eccessiva degli agenti verso gli studenti che hanno tentato di accedere a un percorso non concordato, e sono stati caricati dalla polizia. A fare chiarezza sulla vicenda saranno i video acquisiti dai carabinieri sugli scontri dove si valuteranno le circostanze e verranno dimostrati eventuali eccessi delle forze dell'ordine. Ma la Polizia non ci sta e chiede di rendere pubblici i filmati integrali per mostrare secondo loro quanto sarebbe accaduto realmente.

«Gli studenti non avrebbero dovuto accedere al percorso non concordato, ma invece sono arrivati in Piazza Cavalieri cercando di rompere il cordone di polizia con lanci, spinte e sputi, per circa 20 minuti, costringendo il cordone ad arretrare»- ci spiega Lorenzo Cardogna, Segretario Provinciale Generale Fsp Polizia di Stato di Pisa.

Poi cosa è accaduto?

«Successivamente, è stata effettuata una carica di alleggerimento che è durata 7-8 secondi. La nostra posizione è di assoluta trasparenza: chiediamo che vengano pubblicati i video integrali. Durante gli scontri, due colleghi funzionari di polizia sono stati feriti e hanno riportato traumi contusivi a un braccio, alla testa e alla schiena. Noi eravamo circa una ventina contro 150 manifestanti. I poliziotti che si accerterà abbiano sbagliato, pagheranno. Tuttavia, i filmati integrali devono essere resi pubblici».

Dello stesso avviso è Antonio Aletto segretario generale del sindacato di polizia M.P (Movimento dei poliziotti democratici e riformisti)

Cosa può dirci degli scontri?

«I poliziotti non chiedono uno stato di polizia, e se ci sono stati degli eccessi, l’opinione pubblica deve valutarli non solo dalla parte finale del video, ma anche dall’inizio, dove sono scaturiti gli incidenti. Ogni giorno, decine e decine di colleghi restano feriti durante manifestazioni ed eventi pubblici, ma questo passa inosservato. Recentemente, il Ministro ha dichiarato che sono stati impiegati 34.000 operatori solo per gli eventi sportivi. Ogni domenica subiamo violenze: nel 2023 su 2662 incontri di calcio, si sono registrati 147 feriti, e ciò riguarda solo lo sport. Mentre nel 2024 sono già più di una trentina i feriti. Riceviamo sputi e manteniamo il silenzio, perché è il nostro compito. Anche durante l'evento Vicenza Oro siamo stati feriti e picchiati, ma nessuno ne ha parlato. Tuttavia, è parte del nostro ruolo e non ci lamentiamo».

Cosa ne pensa dell’intervento del Presidente della Repubblica?

«Siamo amareggiati dall'intervento del Presidente della Repubblica, il cui discorso ha puntato il dito sul lavoro di tutte le forze dell'ordine, non riferendosi al singolo episodio, insieme a quello della magistratura democratica da cui non accettiamo lezioni di democrazia, perché dovrebbe essere super partes e quindi tacere».

Che ne pensa delle immagini dei ragazzi manganellati durante lo scontro?

«Siamo sconvolti dalle immagini dei ragazzi a terra; anche noi abbiamo figli e non siamo propensi alla violenza. Noi promuoviamo la prevenzione, per evitare disordini e violenze, non la repressione e ripeto le parole del Presidente ci colpiscono profondamente nell’animo; se qualcuno ha sbagliato, riceverà una sanzione adeguata. Le mele marce sono sempre state individuate. Vogliamo essere un punto di riferimento per i cittadini e restare vicini alle persone; questo è il nostro ruolo, che svolgiamo ogni giorno con addosso la divisa. Alcune sigle sindacali vogliono scendere in piazza ma non credo sia il momento adatto».

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Linda Di Benedetto