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(Ansa)
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Salute

I numeri dell'Italia che ha detto no al vaccino (e che creerà problemi agli altri in futuro)

Quasi 5 milioni quelli che hanno già detto no, ma forse in tutto potrebbero essere anche il doppio. Le loro ragioni ed i problemi per il resto della campagna vaccinale

C'è un'Italia che non si è vaccinata e non ha nessuna intenzione di farlo in futuro. E non stiamo parlando di una fetta esigua della popolazione, parliamo infatti di milioni di persone 5 sicure, 10 e più potenziali. Ad esempio dai dati emerge come dai 60 anni in su (fasce d'età per le quali il percorso vaccinale dovrebbe essere già stato completato in moltissime regioni) ci sono 3 milioni e mezzo di persone che non si sono registrate e presentate.

Lo dicono i numeri della campagna vaccinale che continua il suo corso con sempre maggiore successo. In tutte le fasce d'età ci sono persone che di mettersi in fila, registrarsi ed farsi fare la famosa iniezione non ci pensano nemmeno. I motivi sono arcinoti: ci sono i no-vax convinti, ci sono poi quelli che hanno paura di un vaccino che definiscono «arrivato troppo rapidamente» rispetto alle tempistiche abituali; ma c'è un'altra categoria che si sta guadagnando la ribalta della cronaca: sono quelli preoccupati che la prima o la seconda dosa coincida con la loro vacanza estiva.

Sembra incredibile ma parte degli italiani che in questi mesi sono stati in preda alla psicosi della pandemia oggi sono combattuti tra il vaccinarsi o partire per le tanto agognate mete turistiche. Un problema quello delle vacanze che ha ammorbidito il generale Figliuolo. Infatti il Commissario Straordinario ha chiesto alle regioni una flessione sui richiami per venire incontro a chi vuole partire.

Tutto questo esitare però potrebbe avere delle conseguenze. Rischiamo che da settembre per tutto l'autunno se queste persone dovessero decidere a quel punto di vaccinarsi andrebbero a sommarsi a chi per fascia d'età era previsto in quel periodo. A cui se ne aggiunge un altro; perché verso ottobre-novembre si potrebbe partire con i richiami per il personale sanitario, i primi ad essere vaccinati ad esempio nel lontano gennaio.

I numeri

Secondo i dati Istat su 60.244.639 abitanti in Italia nella fascia di età compresa tra tra i 50 e i + 90 anni sono state effettuate 19.585.465 prime dosi di vaccino.

Le fasce di età

E' evidente che più si va in avanti con gli anni e più il dato di chi rinuncia è rilevante. Sono infatti 4 mesi che ad esempio gli over 80 possono registrarsi. Il loro no, oggi a mesi di distanza si può considerare definitivo e convinto.

Nel gruppo +90 anni ci sono 797.160 persone. Hanno detto si al vaccino 772.082 tra uomini e donne. Una percentuale elevatissima; all'appello mancano infatti solo 20.078 persone.

La seconda fascia è quella 80-89: dei 3.665.286 anziani, 3.362.545 hanno ricevuto le loro dosi; anche in questo caso un'adesione vicina al 90%. Non risultano vaccinati infatti solo 302.741 soggetti.

Dai 70-79 su una popolazione di 5.965.244 italiani, le dosi sono state somministrate a 4.958.606 persone. A non essere stati vaccinati quindi ci sono circa 1.006.639, una cifra già considerevole per una fascia d'eta considerata a rischio elevato.

Ancora peggiore la situazione tra i 60-69enni; su 7.441.208 di persone in Italia, 5359475 sono state vaccinate con almeno la prima dose del vaccino. Nulla di fatto invece per i restanti 2.087.733 di questa categoria. Qui però può essere che le vaccinazioni siano ancora in corso; ma si tratta di casi limitati.

Tra i 50-59 su una popolazione di 9.466.362 persone 5.132.757 hanno detto si al vaccino. Questo significa che 4 milioni e 300 mila persone non sono ancora al riparo dal Covid.

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