vaccino Reithera
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Salute

Il vaccino italiano, rimasto senza fondi, rischia di fallire

Arcuri ha annunciato nuovi finanziamenti per la Fase 2 e 3 del vaccino Reithera-Spallanzani ma tutti gli enti contattati confermano che ad oggi non ci sono soldi

Il «vaccino italiano» ReiThera, studiato in collaborazione con l'Ospedale Spallanzani di Roma che ha da poco completato la fase 1 della sperimentazione, avrà bisogno di ulteriori fondi governativi per iniziare e completare la fase 2 e 3.

«il finanziamento di otto milioni di euro (cinque erogati dalla Regione Lazio, tre dal Ministero della Ricerca/CNR) ha permesso di sviluppare il candidato vaccinale GRAd-COV2 di ReiThera sino al completamento della fase 1 della sperimentazione - ci confermano dallo Spallanzani - studi tossicologici e clinici, messa a punto del processo di produzione, produzione dei lotti per la sperimentazione, sperimentazione clinica nei centri di Roma e Verona. Per la prosecuzione della sperimentazione nelle fasi 2 e 3 e per il potenziamento delle capacità produttive occorreranno ulteriori finanziamenti»

Nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati sulla Fase 1 del vaccino il Commissario Straordinario, Domenico Arcuri, ha annunciato che «il Governo ha disposto lo stanziamento dei finanziamenti per il proseguo dell'attività di sperimentazione». Sono passate più di due settimane ma di questi fondi non si sa più nulla: chi paga? Come? Quando? Domande che al momento non hanno risposta e senza di queste lo studio e il percorso del Vaccino Italiano contro il Covid rischia di interrompersi.


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E che senza fondi non si faccia nulla lo conferma lo Spallanzani: «Tutte le società i cui vaccini sono stati approvati sono state sostenute finanziariamente dai governi, da multinazionali del farmaco e in alcuni casi da entrambi. BioNTech, il cui vaccino è stato il primo ad essere approvato in Europa, ha ricevuto oltre 400 milioni di euro di finanziamento dal governo tedesco, ma per completare i trial clinici e nello stesso tempo creare la capacità produttiva richiesta dai governi di tutti il mondo si è alleata con la multinazionale Pfizer. Il governo americano con l'operazione Warp Speed ha erogato finanziamenti o siglato opzioni di acquisto per quasi 11 miliardi di dollari (fonte Bloomberg 29 ottobre 2020) con sei produttori di vaccini: Moderna, Sanofi, Pfizer, AstraZeneca, Novavax, Johnson & Johnson. Cina e Russia finanziano direttamente i loro "campioni nazionali" come Sinopharm, Cansino, Sinovac, Gamaleya etc., e stanno utilizzando i vaccini come strumento diplomatico per espandere le rispettive aree di influenza sui paesi in via di sviluppo».

Insomma, se si vuole un vaccino di Stato servono soldi. Ma chi può pagare? Quali sono gli enti che potrebbero versare i soldi a Reithera o allo Spallanzani? Governo (attraverso alcuni ministeri), la stessa Reithera, la Regione Lazio, lo Spallanzani sono gli enti che possono e devono fornire il denaro A tutti abbiamo questo quale sia la situazione investimenti ad oggi e le intenzioni. Ecco le risposte

Ministero della Salute

Per il momento non ci sono novità da comunicare rispetto ai fondi iniziali già stanziati per il vaccino ReiThera. Tutto è rimasto fermo al primo finanziamento di 8 milioni.

Ministero della Ricerca

Il Ministero della Ricerca ha partecipato allo stanziamento degli 8 milioni di euro ma al momento confermano come non sono previsti altri stanziamenti

Regione Lazio

La Regione Lazio che per prima ha messo la faccia su questo progetto, fa sapere che non sono previsti nuovi stanziamenti da parte loro.

Ospedale Spallanzani

La situazione economica dell'ospedale è già complessa di suo che non sono previsti fondi interni destinati a questa attività

Reithera

Non ci sono comunicazioni ufficiali da parte di Reithera ma fonti molto vicine alla società ci hanno spiegato che «ReiThera al momento è in ottimistica attesa dei finanziamenti annunciati, le interlocuzioni con le istituzioni sono ben avviate. Al momento hanno ricevuto 8 milioni di euro con cui hanno coperto i costi della fase 1 ma ne servono almeno altrettanti. La scarsa disponibilità ha influito sul ritardo nella sperimentazione perché la velocità di preparazione è proporzionale ai fondi anche se non dipende solo da quello ovviamente. C'è un dialogo aperto con il commissario straordinario Domenico Arcuri. La 2 fase dovrebbe iniziare a febbraio».

La morale è che i soldi al momento non ci sono e non si da da dove, come e quando arriveranno. Uno stop ai finanziamenti che significa stop alla sperimentazione. Con tutti i rischi e le brutte figure del caso

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Linda Di Benedetto