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Politica

Perché Mdp non vuole l'alleanza con Renzi

I rancori personali portano Bersani & Co. a preferire una sconfitta del segretario dem e la sostanziale irrilevanza del centrosinistra alle elezioni 2018

Matteo Renzi ha bisogno di alleati. Per sperare anche solo di essere competitivo alle elezioni politiche del 2018 deve allargare lo schieramento.

Probabilmente ha addirittura bisogno di tutti, di una una grande alleanza che vada da “Che Guevara fino a Madre Teresa” come canterebbe Jovanotti. Alleanza che finirebbe per essere peggio dell’Unione di Prodi e senza un accordo su un programma dettagliato, una bomba pronta ad esplodere in ogni minuto.

Ma senza Bersani & C. anche questa armata Brancaleone rischia di essere un'illusione.

Perché per ora i vecchi compagni di partito di tendere la mano al segretario non ci pensano proprio.

Piuttosto, meglio rimanere isolati e rappresentare quella parte di elettorato di sinistra che nel Pd a trazione renziana non si riconosce. Nessuna intenzione di tornare sotto la guida di Matteo Renzi che, ai loro occhi, è stato la causa della scissione. Perché anche solo l'idea di agevolarne la corsa verso un nuovo incarico da primo ministro fa venire l'orticaria.

Rancori personali

Meglio dunque accontentarsi di una sparuta rappresentanza in Parlamento. E considerare Renzi un avversario al pari di Berlusconi o Salvini.

Il progetto renziano ha mostrato tutti i suoi difetti politici. Tuttavia, è chiaro che nello socntro  tra il Pd renziano e Mdp c'è anche una questione personale.

Risentimenti e piccinerie che si rimpallano da mesi tra i due schieramenti. Uno scontro che si è giocato tutto nella metacampo del centrosinistra senza arrivare a coloro che dovrebbero essere i veri avversari.

Calcoli elettorali

Dietro al posizionamento di Bersani e dei suoi c'è anche una questione di piccolo calcolo elettorale.

Con il Rosatellum basta il dieci per cento per superare lo sbarramento e Mdp dopo i risultati siciliani ha assaporato la sfida come possibile.

Mentre Renzi non ha altra scelta che costruire larghissime alleanze per tornare al governo. Tra i due, sembrerebbe che Mdp stia meglio, perché, come dire, si accontenta di poco, di molto poco.

Bersani da tempo va ripetendo che le politiche di Renzi sono troppo simili a quelle di Berlusconi e che la gente alla fine sceglie l'originale. La sensazione è che Mdp a Renzi preferirebbe un nuovo governo di centrodestra. Per combattere in parlamento contro l'avversario originale e non con un governo giudicato un fake, che attua politiche di destra, dichiarandosi di sinistra. Che ha per esmepio fatto dell'abolizione dell'articolo 18 un vanto.

Meglio all'opposizione

Ma se Bersani non cambierà idea sulle aperture di Renzi, il prossimo appuntamento elettorale rischia di suonare le campane a morto per la sinistra, lasciando il Paese al confronto fra il centrodestra e il M5S.

Le prossime elezioni sono dunque un'occasione imperdibile per Mdp e la sua galassia: boicottare la corsa a palazzo Chigi di renzi, e costringerlo a una legislatura all'opposizione. Insomma, una grande soddisfazione se il rancore è la principale motivazione del tuo agire politico.

Tuttavia, viste dall'elettore del centrosinistra, le ragione personali di coloro che in questi anni hanno vissuto l'atteggiamento del segretario come un regolamento di conti personali risulteranno probabilmente ingiustificate e incomprensibili. Aspettiamoci dunque che anche loro saranno puniti dalle elezioni.

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