Politica

Marta Cartabia: «Ok all'esame avvocati, si lavora a doppio orale»

L'intervento del neo ministro alla prima edizione del Festival della Giustizia organizzato da Aiga, Associazione italiana giovani avvocati sul tema della digitalizzazione dell'intero settore.

«Lunedì scorso il Cts ci ha formalmente trasmesso il suo parere negativo all'ipotesi dello svolgimento delle prove scritte e ce lo aspettavamo. Già da prima avevamo cominciato a esplorare strade alternative a quelle consuete, soluzioni di emergenza e in quanto tali temporanee ma non meno selettive. Si sta lavorando a un doppio orale: il primo volto a verificare le competenze che normalmente sono testate dagli scritti, il secondo orale riservato solo a chi abbia superato il primo, più simile alla prova tradizionale». Lo ha detto il ministro della Giustizia Marta Cartabia, intervenendo oggi alla prima edizione del Festival della Giustizia organizzato da Aiga, Associazione italiana giovani avvocati.

«La sfida della digitalizzazione» è il tema su cui ha puntato il Festival della Giustizia. Una riforma che era già «in fieri» prima dell'inizio dell'era COVID e che ora è diventata semplicemente ineludibile. Il Sistema Giustizia deve proseguire nella sua digitalizzazione per diventare più efficiente: lo confermano le recenti parole del Premier Mario Draghi sulla necessità di «smaltire l'arretrato» per fare progredire il Paese nel suo complesso, nonché la scelta di dedicare un Ministero alla Transizione digitale. Le quattro tavole rotonde in cui il Festival è organizzato guardano quindi tutte al lavoro dei giuristi nell'assunto che questo sarà sempre meno dipendente dalla carta e sempre più collegato agli schermi digitali. «Il Festival» sottolinea Antonio De Angelis, Presidente di AIGA «ha l'ambizione di diventare un appuntamento annuale, che vuole costituire l'occasione di analisi e confronto tra tutti gli operatori del settore giustizia. La Giustizia, forse più di altri settori, ha bisogno di profonde riforme, e la spinta verso la digitalizzazione può cambiarne, in meglio, il volto».

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