Il governo litiga sul permesso temporaneo di sei mesi e i pomodori a novembre
(Ansa)
Il governo litiga sul permesso temporaneo di sei mesi e i pomodori a novembre
Politica

Il governo litiga sul permesso temporaneo di sei mesi e i pomodori a novembre

Tensione nel Governo con il M5S che, a sorpresa, dopo un vertice notturno che sembrava aver portato alla soluzione del problema, ora fa marcia indietro

Il Governo del Decreto Aprile, diventato Decreto Maggio e poi (visto che darle un nome in base alla tempistica era un autogol) ha scelto un bello slogan da spot di Supermercato (Decreto Rilancio) si trova a gestire due grane: quella dell'Irap, che alcuni nella maggioranza vorrebbero abolita per medie e grandi imprese, e quella della regolarizzazione di 500 mila migranti da usare in questa estate nel settore agricolo.

Non ci sono dubbi che la questione sia una piaga drammatica, da decenni, con persone trasformate da schiavisti senza scrupolo in schiavi. Quello che non si capisce è la soluzione proposta dall'esecutivo Conte-Bis: un permesso temporaneo di sei mesi.

Stando alle voci, anzi alle "bozze", termine coniato da questo esecutivo che non riesce mai a decidere e quindi si va avanti a colpi di tentativi modificabili ora per ora, i permessi temporanei saranno di sei mesi e per ricerca di lavoro. Questi saranno sottoposti a un controllo dell'Ispettorato del lavoro che dovranno stabilire se gli immigrati, che ne fanno richiesta, hanno già lavorato in quei settori in passato. Solo questi infatti potranno ottenere la sanatoria ed il permesso in attesa di trasformarlo poi in permesso di lavoro vero e proprio.

Una proposta che dopo il vertice notturno sembrava aver accontentato tutti ma che poco fa è stata bocciata dal Movimento 5 Stelle con il suo capo politico, Vito Crimi che dice: «No ad una sanatoria mascherata». Anche perché sembra che nella norma c'era una sorta di condono penale per i datori di lavoro che si autodenunciavano.

Tra i tanti dubbi, politici ma anche sanitari (stiamo parlando di mezzo milione di persone molte delle quali senza alcun controllo medico alle spalle) uno sorge spontaneo: perché sei mesi? Davvero in Italia si raccolgono meloni, pomodori, pesche, angurie, fino a novembre?

A rileggere le storie di caporalato si parla di un trimestre preciso: luglio-settembre. Poi ciao ciao al pachino o al San Marzano. Quindi ci devono spiegare cose restino a fare in Italia queste persone per due-tre mesi.

A meno che vengano utilizzate che ne so per la vendemmia, come se raccogliere uva e pomodori fosse la stessa cosa. A quel punto però si potrebbe pensare, invece che regolarizzare degli stranieri, di dare quel lavoro agli italiani che un'occupazione l'hanno persa in questa emergenza Covid.

O forse Conte è riuscito nel miracolo di moltiplicare non solo decreti e autocertificazioni ma anche i mesi di vita di frutta e verdura.

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