Il governo in salsa sud tirolese
(whatsapp)
Il governo in salsa sud tirolese
Politica

Il governo in salsa sud tirolese

Conte ed il suo esecutivo sono appesi ai voti dei senatori del SVP, come successo in passato ad altri governi

Al senato la maggioranza è appesa a un filo. Anzi, è appesa a un wurstel sudtirolese.

«Se riusciremo ad ottenere risultati concreti per il Sudtirolo continueremo ad appoggiare il governo. Altrimenti no». Così parlo il presidente dell'Svp Philipp Achammer, prefigurando il ricatto in salsa altoatesina.

Lupus in fabula, e adesso vi spieghiamo perché. Con i 5 stelle alle prese con lo stillicidio dei dissidenti, a Palazzo Madama la compagine giallorossa rischia grosso: arriva soltanto a 162 voti, appena quattro in più della soglia di sopravvivenza.

I tre senatori del Sudtiroler Volkspartei, che come si direbbe a Roma non scendono giù dalla montagna del sapone, hanno pensato bene di alzare il prezzo. "Fateci legiferare in materia di abbattimento di lupi", dicono, altrimenti il governo va a gambe all'aria. O il lupo, o la vita dell'esecutivo.

E' tutto molto triste. Non è un mistero: alla storica minoranza tedesca, stampella montanara di ogni governo claudicante, delle necessità italiane importa poco. I soldi italiani, invece, quelli sono sempre stati interessanti. Sono italianissimi, per dire, i denari che da Roma vengono trasferiti a Trento e Bolzano: ogni anno, lo Stato porta in Alto Adige una massa di quattrini procapite che supera di 4 volte quelli destinati alla Lombardia. Peraltro il 90% di quel denaro resta su quel territorio, tra Bressanone e Brunico, nel nome dell'intoccabile autonomia della provincia. Quell'autonomia che del resto fa sì che nel Sud Tirolo ci sia la più alta percentuale di dipendenti pubblici: 1 ogni 7 abitanti. Insomma, parlare italiano per loro sarà pure scomodo: però è indubbiamente un buon affare.

Ancor più triste, tuttavia, è lo spettacolo di un governo inerme, costretto a scalare le dolomiti per elemosinare voti in parlamento. Esposto al ricatto di tre senatori che si chiamano Unterberger, Durnwalder e Steger. Che oggi chiedono di legiferare sui lupi, e magari domani pretenderanno i canederli in ogni ristorante della penisola, e i canti tirolesi prima delle partite della nazionale. E' la nemesi di un esecutivo nato a trazione meridionale, ma che rischia di morire per mano nordica, praticamente austriaca. Sarà complicato pensare di affermare la propria sovranità in Europa, quando fatichiamo a farci rispettare anche dalla Val Pusteria. Auguri: anzi, vista la situazione, "in bocca al lupo".

Ti potrebbe piacere anche

I più letti