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Politica

Green pass allargato, cosa prevede il decreto

Da metà ottobre anche per i lavoratori privati ci sarà l'obbligo del Green Pass. Ma non solo

Domani il Consiglio dei Ministri è stato convocato per dare il via al cosiddetto Green Pass allargato, quello che di fatto lo rende obbligatorio non solo per i dipendenti pubblici ma anche per il privato. Per questo Draghi ha convocato i sindacati, ultimo scoglio incassato il si della Lega (che continua però a chiedere tamponi rapidi gratis o a basso costo per le famiglie in difficoltà economica).

Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede il prossimo decreto che entrerà in vigore il 15 ottobre

Dipendenti pubblici

I lavoratori di tutti gli uffici pubblici non potranno accedere nei luoghi di lavoro senza la certificazione verde. Il Green pass obbligatorio è previsto anche per le Agenzie del Demanio, delle Entrate, delle Dogane e dei Monopoli, le Autorità indipendenti, Anac, Agcom, gli enti pubblici, culturali, previdenziali, le Federazioni sportive, la Presidenza del Consiglio e i Ministeri.

Tribunali e studi

Estensione del Green pass anche per chi lavora nelle aule dei tribunali, ma non ma non per gli imputati e i testimoni nei processi. Non è chiaro invece se la misura sarà introdotta anche negli studi professionali e come potrebbe essere applicata.

Aziende private

L'introduzione dell'obbligo del Green pass nelle aziende private è un nodo ancora da sciogliere e che verrà discusso domani. Sul tema sono ancora in corso delle trattative con i sindacati, Confindustria e il Ministero del Lavoro.

Locali pubblici

Anche i titolari dei locali e i dipendentidi bar e ristoranti per la consumazione al tavolo al chiuso, palestre, piscine, cinema, teatri, musei e sale giochi dovranno avere il Green pass. Prima era obbligatorio solo per i clienti.

I mezzi di trasporto

Il Green pass sarà obbligatorio per la categoria di chi lavora sui mezzi di trasporto quindi personale di autobus, treni, aerei e navi a lunga percorrenza dove l'obbligo per i viaggiatori era già in vigore. Potrebbe essere esteso anche a autobus, metropolitane e taxi nonostante il disaccordo del ministro Giovannini.

Controlli e sanzioni

Secondo le disposizioni previste per chi trasgredisce l'obbligo del Green pass è prevista una sanzione amministrativa da 400 a 1000 euro. Nel caso che la violazione si ripeti l'attività potrebbe essere chiusa da 1 a 3 giorni. Le verifiche saranno affidate ai capi dei reparti e dei settori. Nel caso in cui si esibisca un certificato verde falso la sanzione sarà di carattere penale.

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