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Politica

Green Pass e trasporti, il decreto slitta, ma non c'è più tempo

Il Governo (diviso) costretto a spostare forse addirittura a settimana prossima le decisioni su treni, aerei, navi e persino sulla scuola, dove si rischia il ritorno alla Dad

Sul Green Pass ancora problemi. Il Governo avevo promesso per questa settimana soluzioni su temi scottanti come scuola e trasporti invece alla fine si è visto obbligato a rinviare ancora di una settimana. Problemi che hanno diviso la maggioranza e inasprito il confronto tra Cts e Regioni. La Lega, si sa, è contro l'obbligo vaccinale. «Chiediamo il diritto per tutti i bimbi ad andare in classe, senza distinzioni e senza esclusion Io sono per le libertà - ha detto Matteo Salvini dopo aver incontrato Mario Draghi - non c'è il mondo diviso in No Vax e Sì Vax. Io mi sono vaccinato e invito tutti coloro che rischiano la vita a vaccinarsi ma nessuno mi convincerà mai che obbligare a vaccinare i bimbi di 12 anni sia una scelta utile». Mentre l'obbligo del Green Pass a scuola sembrerebbe al vaglio del ministro della Salute Speranza. Una posizione non appoggiata da Forza Italia, Italia Viva e il Partito Democratico. Nettamente contrario invece il Movimento 5 stelle e la maggioranza di centrodestra.

Il tutto in una giornata politica che ha vissuto un altro momento importante. Durante il voto di fiducia al Senato sul Decreto Recovery 11 appartenenti al gruppo dei grillini erano misteriosamente assenti, ingiustificati. per molti si tratta di senatori molto vicini a Conte che avrebbe così provato a valutare l'esatta dimensione dei suoi. Ed il risultato, solo 11 senatori, è stato piuttosto deludente, di sicuro non in grado di impensierire Draghi sull'eventuale voto di fiducia sulla Riforma della Giustizia.

Trasporti

Nel decreto del 21 luglio i trasporti, lo ricordiamo, sono stati esclusi e il Green Pass (valido solo con una dose di vaccino o con test negativo entro le 48 ore) dal 6 agosto prevede che in zona bianca solo i soggetti muniti di certificazione verde Covid-19 possano accedere ai servizi di ristorazione al chiuso, spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive, cinema e teatri, musei, mostre e altri luoghi della cultura, piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere concorsi pubblici, sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò, centri termali, parchi tematici e di divertimento, sagre e fiere, convegni e congressi. Ma si è dovuto correre ai ripari per l'aumento improvviso dei contagi.

Per il trasporto pubblico, autobus, aerei e tram per il momento restano le ipotesi che giravano a Palazzo Chigi in questi giorni; via libera all'obbligo di green pass a partire da venerdì 6 agosto, una delle date da bollino nero per gli spostamenti degli italiani in vista delle vacanze. Lo slittamento del decreto a settimana prossima però fa pensare che non ci sia più il tempo necessario per quella data e si rinvii tutto al9 agosto. Ma si tratta solo di supposizioni.

Diversa e forse ancor più complicata la gestione del trasporto pubblico locale, vera nota dolente perché si lega alla scuola. È evidente che in questo caso il problema principale siano i controlli, ossia l'impossibilità di poter verificare che tutti i passeggeri (migliaia di pendolari nell'ora di punta) siano in possesso del Green Pass. Ad aggiungersi a questo il parere del Cts che ha più volte evidenziato di come i mezzi di trasporto senza il distanziamento previsto e le adeguate protezioni favoriscano la circolazione del virus, un problema che diventerà esponenziale quando riapriranno le scuole in presenza.

Scuola

L'obbligo vaccinale per il personale scolastico è una misura di prevenzione ritenuta necessaria per garantire la riapertura delle scuole in sicurezza e dire addio alla didattica a distanza. Sulla questione il Ministro Bianchi ha reso noto che l'85 per cento del personale scolastico è stato immunizzato, una percentuale che se andrà ad aumentare non renderà necessario l'obbligo vaccinale. Sono 222mila le persone da convincere per le quali si potrebbe prevedere la sospensione dal lavoro, come è stato per il personale sanitario. Un numero che va aggiungersi agli 8 milioni di studenti che non hanno fatto il vaccino. Viste le premesse a 50 giorni dal suono della campanella ancora una volta si è dimostrato di non aver fatto nulla e il rischio di tornare alla disastrosa didattica a distanza è sempre più vicino.

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