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Politica

Salta l'accordo sulle concessioni balneari e le associazioni di categoria protestano

Salta l'accordo sul concetto di «valore residuo» sugli indennizzi. Intanto i balneari spiegano che la situazione è insostenibile

Continuano le discussioni all’interno della maggioranza sul del concorrenza, in particolare sulla vicenda delle concessioni balneari. In Commissione infatti le trattative per cercare un accordo prima del 30 maggio, giorno in cui il provvedimento arriverà al Senato per il voto decisivo, sono proseguite per trovare una soluzione. Si è partiti dalla bozza di ieri che prevede il termine per le gare, generiche, al 31 dicembre 2023 salvo deroghe di altri 12 mesi in caso di «difficoltà oggettive» o «in presenza di un contenzioso». Sugli indennizzi invece niente da fare per gli abusi edilizi e non è ancora chiaro il meccanismo scelto per il calcolo della somma di denaro che lo Stato dovrà versare. Ma il dialogo si è interrotto bruscamente in serata. Il nodo che non si è riusciti a scogliere e ha fatto arenare ogni confronto è il concetto di «valore residuo», fondamentale per il calcolo degli indennizzi. Il governo ha inserito il valore "residuo" per chiarire che si tratta di una valutazione al netto degli ammortamenti, una soluzione che non sta bene a Lega e Forza Italia.

Il rischio, dopo l'ennesima rottura, è che non si riesca ad arrivare ad una sintesi approvata da tutti e quindi ci si trovi davanti allo spettro del voto di fiducia il prossimo 30 maggio. La commissione tornerà comunque a riunirsi domani mattina alle 10.30

Eppure un accordo nel pomerigigo sembrava vicino, con Salvini che a Napoli dichiarava: «Torno a Roma per chiudere anche questa vertenza, per garantire 30mila piccole imprese che fanno bene il loro lavoro da anni, per far emergere tutto il sommerso, tutto il nero e tutto l'illegale, e per fare quello che è giusto fare. Spero che oggi sia la giornata dell'accordo. Poi io faccio da mediatore tra il governo e le associazioni. Bisogna prevedere ovviamente un indennizzo per chi non potesse o volesse andare avanti a fare il suo lavoro su quella spiaggia, ma su quella spiaggia ha investito migliaia o milioni di euro, ed è giusto che chi subentra li restituisce, e una sorta di prelazione ai piccolini che non hanno 30 stabilimenti balneari ma ne hanno uno a gestione familiare».

Mentre al Senato si litiga fuori restano le preoccupazioni delle 30 mila persone che da sempre lavorano sulle nostre spiagge e rappresentate delle associazioni di categoria. "Il quadro politico che emerge dalla discussione in merito al ddl Concorrenza sul tema delle concessioni balneari è confuso, il Parlamento è in balia del Governo e del Consiglio di Stato e il profondo stallo che ne sta derivando, mette a rischio sia l'assegnazione delle spiagge, che la programmazione del turismo, che invece merita una riflessione attenta da parte delle istituzioni, considerato quello che rappresenta per la collettività e per l'economia del paese". Lo dice all'ANSA Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia. "E' una riforma inadeguata, decisa in modo frettoloso e non condivisa con la categoria dei balneari - precisa Maurelli - che a partire dal 2024, avrà delle ripercussioni sui comuni, ignari di cosa accadrà e dei contenziosi che ne deriveranno. Siamo molto preoccupati perché non si può stabilire una data a priori,per la fine di un contenzioso, cioè il 2024, che il comune potrà gestire solo rivolgendosi alla giustizia amministrativa, i cuitempi di gestione non sono prevedibili"."È inaccettabile per le imprese vivere in questo stato di totale incertezza. Serve un intervento equilibrato. Si faccia la mappatura delle spiagge, ci venga data la possibilità di avere la prelazione a parità di offerta e ci sia riconosciuto il valore degli investimenti e dell'avviamento”, è stata invece la dichiarazione di Maurizio Rustignoli, presidente Fiba Confesercenti.Insomma, il tempo passa, l’estate è cominciata in anticipo causa grande caldo e la voglia degli italiani dopo due anni di pandemia di godersi delle vacanze in totale libertà, ma la situazione dal punto di vista politico è ancora bloccata.

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