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Isis: Tokyo dice no al riscatto per i due ostaggi giapponesi

Il premier Shinzo Abe prende posizione in modo netto nei confronti della richiesta dello Stato islamico

Anticipando il suo rientro a casa da Gerusalemme, il premier Shinzo Abe ha respinto come inaccettabile la minaccia dell'Isis di uccidere i due ostaggi giapponesi Kenji Goto Jogo e Haruna Yukawa dichiarando che non verrà pagato il riscatto di 200 milioni di dollari equivalente all'ammontare di aiuti non militari promessi dal Giappone a chi combatte lo Stato islamico. "Chiedo con forza che non sia fatto loro del male e che vengano immediatamente rilasciati, sono estremamente indignato da un simile atto".

Tokyo ha confermato poi che manterrà il suo impegno a sostenere i Paesi impegnati nella lotta all'Isis: "Questa posizione non cambierà affatto. La comunità internazionale non cederà al terrorismo e dobbiamo essere sicuri di lavorare insieme"

La minaccia di uccidere i due ostaggi entro 72 è stata diffusa in un video intitolato "Un messaggio per il governo e il popolo del Giappone" pubblicato su siti Internet vicini al gruppo terroristico.

L'autore delle minacce nel video potrebbe essere Jihadi John, ovvero il 23enne ex dj londinese Abdel-Majed Abdel Bary, che aveva giustiziato anche James Foley, Steven Sotloff, David Haines e Alan Henning. Se la sua identità fosse confermata, sarebbe la prima volta che il terrorista chiede pubblicamente un riscatto. Su di lui pende una taglia da 10 milioni di dollari offerta dal Senato statunitense.


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