ANSA
News

Tutte le vittime e gli orrori dell'Isis

Da Foley a Goto: i rapimenti, le torture, gli omicidi, il gergo dei carcerieri e dei carnefici dello Stato Islamico

La decapitazione di Kenji Goto

Il reporter Kenji Goto è l'ultima vittima dell'Isis. Ad ucciderlo, nel video diffuso sabato 30° gennaio,  è stato ancora una volta, secondo gli analisti, John il jihadista, l'uomo dall'accento britannico che compare già nel video dell'uccisione del giornalista americano James Foley, un ex rapper di 23 anni chiamato Abdel Majed Abdel Bary, partito lo scorso anno da Londra per andare a combattere in Siria. Il fallimento della trattativa tra gli emissari dell'Isis e il Giappone, dopo il fallimento della trattativa per la liberazione della mancata kamikaze Sajida al-Rishawi, rinchiusa nelle carceri giordane. Il 47enne Goto, giornalista con una lunga esperienza in territori di guerra, era stato mostrato per la prima volta il 19 gennaio in un video dell'Isis insieme a un altro ostaggio giapponese, il contractor militare Haruna Yukawa, anche lui decapitato da Jihadi John.

Peter Kassig

Ex ranger dell'esercito americano, convertito all'Islam, si faceva chiamare Abdul-Rahman. Era stato rapito il primo ottobre mentre si trovava in Siria dove lavorava come operatore umanitario. È stato ucciso il 16 novembre, probabilmente, dallo stesso Jihadi John

Alan Henning

L'uccisione dell'ostaggio Henning che prima di morire ha detto: "pago il prezzo della decisione della Gran Bretagna" Ansa

Cooperante umanitario inglese di 47 anni, Henning fu catturato durante l'occupazione siriana dell'Isis e fu decapitato il 3 ottobre nel deserto siriano da un militante dell'autoproclamato Stato Islamico

Hervé Gourdel

Herv\u00e9 Pierre Gourdel Hervé Pierre Gourdel AFP

Guida alpina di 55 anni, Gourdel si trovava in Algeria come turista quando, il 24 settembre scorso, viene catturato da un'organizzazione terroristica affiliata all'Isis. La sua esecuzione che risale al 16 novembre viene mostrata nel video Messaggio di sangue alla Francia, nel quale si vedono quattro uomini che leggono un messaggio in arabo rivolto a Hollande, colpevole - a detta loro - di non aver fermato i raid francesi in Iraq


David Haines

David Haines nel video della sua decapitazione EPA

Ingegnere aeronautico britannico, cooperante, Haines era in Siria in veste di cooperante. Viene catturato dall'Isis nel marzo del 2013 ad Atme e decapitato il 13 settembre scorso. La sua esecuzione è stata documentata nel video intitolato A Message to the allies of America


Steven Sotloff

Il video della decapitazione di Steven Sotloff

E' il secondo (dopo Foley) statunitense ucciso dall'Isis, giornalista inviato del magazine Time, per il quale stava realizzando un reportage sulla guerra civile siriana. Viene rapito dai miliziani dell'Isis vicino ad Aleppo il 4 agosto del 2013. Appare nel video della decapitazione del suo connazionale James Foley, dove il boia di quest'ultimo dichiarò che sarebbe stato lui la vittima successiva qualora Barack Obama non avesse cambiato la sua politica nei confronti dello Stato Islamico. Nonostante l'appello per la sua liberazione lanciato dalla madre, il 2 settembre è stato giustiziato e, il giorno stesso, il video dell'omicidio è apparso in rete



James Wright Foley

Un'immagine del video della decapitazione di James Foley

Giornalista del Global Post e dell'Afp, fu rapito il 22 novembre del 2012 nel nord ovest della Siria e ucciso il 19 agosto 2014. Poco dopo la sua cattura si convertì all'Islam adottando il nome di Abu Hamza. E' stato decapitato da John il jihadista, un attivista britannico di origini arabe, diventando il primo cittadino americano a essere giustiziato dall'Isis.



Tutti gli ostaggi occidentali uccisi

ISIS: GLI ORRORI INFLITTI AGLI OSTAGGI PRIMA DI DECAPITAZIONI

- James Foley, giornalista americano

- Sergey Gorbunov, ingegnere russo

- David Cawthorne Haines, cooperante britannico

- Steven Sotloff, giornalista americano

- Alan Henning, cooperante britannico

- Haruna Yukawa, contractor giapponese

- Kenji Goto, reporter giapponese

Tutti gli ostaggi ancora prigionieri

john-cantlie-isis-video John Cantlie nel video diffuso da Isis Youtube

- John Cantlie, giornalista britannico

- Cooperante americana

Tutti gli ostaggi liberati

EPA/ETIENNE LAURENT

- Federico Motka, cooperante italiano

- Daniel Rye Ottosen, fotoreporter danese

- Didier Francois, giornalista francese

- Edouard Elias, fotoreporter francese

- Tony Neukirch, tedesco

- Nicholas Hénin, giornalista francese

- Pierre Torres, fotoreporter francese

- Marc Marginedas, giornalista spagnolo,

- Javier Espinosa, giornalista spagnolo

- Ricardo Garcia Vilanova, fotoreporter spagnolo

- 5 cooperanti (belga, danese, svizzero, svedese, peruviano) di Medici Senza Frontiere

Waterboarding

YouTube

Detta anche "tecnica di tortura dell'acqua", è la più utilizzata dai boia dell'Isis. Consiste nell'immobilizzare l'individuo e versargli acqua sul viso. La morte può avvenire per soffocamento in quanto l'acqua invade le vie respiratore senza che il torturato abbia la possibilità di controllarne il flusso



L'ultim'ora: il video di John Cantlie

Ansa/Fermo immagine YouTube

In un nuovo video di circa 5 minuti, l'ostaggio britannico in mano all'Isis John Cantlie parla dalla città di Kobane, sostenendo che questa sia sotto il completo controllo dello Stato Islamico, nonostante i raid americani.

Nel video, il giornalista britannico non indossa l'usuale tunica arancione, ma una camicia nera e, la barba lunga lascia trapelare il sospetto che si sia convertito all'Islam, proprio come il giornalista americano James Foley.









Password

ThinkStock

Una delle procedure più comuni ripetute dai sequestratori nei confronti degli ostaggi consiste nella confisca di computer, cellulari, videocamere e, soprattutto, nella raccolta delle password per accedere ai loro account e scansionare mail, profili e conversazioni nei social, alla ricerca di eventuali coinvolgimenti con i servizi segreti e le istituzioni

Naughty

Ansa

Cattivo in inglese: una parola usata di frequente dai carcerieri nei confronti degli ostaggi durante le torture più brutali

Beatles

Così erano definiti i carcerieri anglofoni dell'Isis, che via via hanno sostituito quelli di lingua francese

Ti potrebbe piacere anche

I più letti