Chiara Degl'Innocenti

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Il giorno dell’atteso vertice intercoreano è arrivato. E si è concluso con un atto storico: la dichiarazione congiunta tra il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente sudcoreano Moon Jae-in, di porre fine in modo formale alla guerra di Corea dopo 65 anni da quegli scontri che si conclusero con la divisione del territorio lungo il 38°parallelo e un armistizio mai trasformato in dichiarazione di pace. "Chiudere lo stato corrente di armistizio e stabilire uno stabile regime di pace sono obiettivi storici che non possono essere rinviati piu' a lungo", recita la Dichiarazione.

Un fatto senza precedenti.

Reso ancora più importante considerato che tra i Kim, il giovane dittatore è il primo leader del Nord a passare il confine con il Sud dalla fine della guerra terminata nel 1953 e lo fa pochi giorni prima di un altro incontro atteso da tutta la comunità internazionale, quello con il presidente americano Donald Trump.

Cosa è successo

Alle 9.30 ora locale (le 2.30 in Italia) Kim Jong-un ha attraversato a piedi la linea di demarcazione tra le due Coree all’interno della zona demilitarizzata del villaggio di Panmunjom, primo gesto degli auspici che il terzo summit intercoreano possa dare vita a una "nuova storia dei rapporti" tra i due Paesi divisi al 38/mo parallelo all'insegna di una pace stabile e duratura cementata dalla auspicata (dal Sud) denuclearizzazione.

Kim nel tradizionale abito scuro in stile Mao, ha camminato verso lo stretto corridoio che separa i due edifici dei meeting, noti come T2 e T3, nella Joint Security Area (Jsa). Ha raggiunto il presidente sudcoreano Moon Jae-in sul cordolo di cemento che segnala il confine: i due hanno posato per i flash dei fotografi a immortalare l'evento.

Kim ha poi a sorpresa sollecitato Moon a riattraversare il confine, cosa fatta tenendosi per mano.

Pochi secondi dopo, i due sono tornati al Sud incamminandosi sul tappeto rosso, dietro la guardia presidenziale sudcoreana in costume tradizionale. Alla Peace House, luogo scelto per i negoziati, si è tenuta la cerimonia di benvenuto e i due leader hanno passato in rassegna il picchetto d'onore e presentato le rispettive delegazioni. "Una nuova storia adesso, a un punto di partenza della storia di una nuova era di pace", recita l'intero messaggio scritto da Kim sul libro degli ospiti

Sua sorella, Kim Yo-jong, era già stata in Corea del Sud nel febbraio scorso per partecipare alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang. Era con lui anche questa volta, al suo fianco a prendere appunti, segno di un ruolo sempre maggiore nella dinastia nordcoreana.

Kim ha auspicato colloqui "franchi" sulle questioni della penisola, "non sprecando tempo e occasione" offerti per ottenere "buoni risultati. Moon, da parte sua, ha ricordato che "il mondo guarda a Panmunjom", diventato "simbolo di pace, non di divisione" grazie alla visita di Kim.

Tra i Kim, il giovane dittatore è il primo leader del Nord a passare il confine con il Sud dalla fine della guerra avvenuta nel 1953. Ecco perché questo summit è così importante e apre un varco verso quello che dovrebbe essere l’incontro più atteso, quello con il presidente americano Donald Trump.

L'albero della pace

Agli incontri del mattino ha fatto seguito il pranzo consumato separatamente dai due leader e dalle rispettive delegazioni.

Moon Jae-in e Kim Jong-un hanno poi piantato un pino a sud del confine di Panmunjom, simbolo dei migliori auspici per la penisola, scoprendo una roccia su cui sono scolpiti i nomi dei leader e la frase "qui piantiamo pace e prosperità". Alla base dell'albero, germogliato nel 1953, alla fine della Guerra di Corea, i leader hanno sistemato il terreno del monte Halla nell'isola di Jeju e del monte Paektu, i punti più a sud e a nord della penisola. Sul pino è stata poi versata acqua dei fiumi Han di Seul e Taedong di Pyongyang.

La dichiarazione congiunta

Al termine dei colloqui del pomeriggio i due leader hanno firmato un accordo storico: proveranno a porre fine formalmente alla guerra di Corea, 65 anni dopo la cessazione delle ostilità avvenuta con un armistizio e non con un trattato di pace. Le due Coree hanno fatto sapere che cercheranno incontri con Usa e possibilmente Cina, entrambi parti coinvolte nel cessate il fuoco, "con l'intenzione di dichiarare la fine della guerra e stabilire un permanente e solido regime di pace", si legge nella dichiarazione congiunta. Il tutto entro la fine dell'anno.

Kim Jong-Un, ha promesso che non ripeterà gli errori del passato. Le due Coree collaboreranno strettamente per assicurare che non si ripeta "la sfortunata storia" degli accordi tra le Coree, "svaniti dopo l'inizio", ha detto Kim. "Ci possono essere contraccolpi, avversità e frustrazioni sulla nostra strada", ha aggiunto, "ma una vittoria non può essere raggiunta senza dolore".

Tuttavia le due parti hanno concordato di porre fine a ogni "atto ostile su terra, mare e aria" che possa causare tensioni militari e possibili scontri, parte degli sforzi per chiudere la Guerra di Corea con un trattato di pace. Dall'1 maggio saranno sospese tutte le attività di propaganda lungo i confini attraverso i mega altoparlanti, l'invio di equipaggiamenti per trasmissioni e dei palloni con materiale di propaganda. Altri passi saranno presi contro le tensioni nelle acque di confine marittimo del mar Giallo, con la contestuale trasformazione in "zona di pace" a tutela dei pescatori. La stessa Demilitarized Zone (Dmz), l'area cuscinetto tra i due Paesi, diventerà "un'autentica zona di pace".

La giornata si è conclusa poi con la cena con un menu a base di rosti, piatto a base di patate come si mangia in Svizzera – il paese dove Kim ha studiato in gioventù – e il pesce di Busan, dove è nato Moon Jae-in.

Gli altri incontri

Due erano stati i precedenti vertici. Il primo nel 2000 e il secondo nel 2007 tenuti però a Pyongyang, capitale della Corea del Nord, avvenuti entrambi nella più totale segretezza.

Nel giugno del 2000 il presidente della Corea del Sud Kim Dae-Jung incontrò Kim Jong-il, il presidente della Corea del Nord in un incontro di apertura al dialogo che valse a Kim Dae-jung il Premio Nobel per la pace nello stesso anno.

Mentre nel 2007 l'allora presidente Roh Moo-hyunKim Jong-il firmarono un accordo di cooperazione che riguardava anche il ripristino dei voli e degli scambi ferroviari e commerciali fra i due Stati.

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