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Corea del Nord: la sorella di Kim Jong-un sempre più potente

Kim Yo-jong, con il nuovo incarico all'interno dell’Ufficio politico del Partito dei Lavoratori, ricopre uno dei ruoli più importanti della politica

Tra le figure più importanti della storia contemporanea della Corea del Nord c'è quella della sorella di Kim Jong-un, seconda solo al dittatore.

Non a caso, da vice direttore del partito della propaganda Kim Yo-jong, in 28 anni apparsa raramente in pubblico, entra a far parte del politburo consolidando la sua posizione di potere. Lei, unica donna che già ricopriva un ruolo chiave come consigliera del Maresciallo, contraria a una politica di mediazione e dura nei confronti di chi fino ad oggi ha osato sfidare il suo Paese, adesso con la sua promozione va ad aumentare i timori di nuove provocazioni, compreso il lancio di missili intercontinentali.

Quale membro alternativo dell'organismo decisionale più alto di Pyongyang, hanno riferito i media statali nordcoreani, di fatto la giovane sostituisce la zia, Kim Kyong-hee, che ai tempi del governo di Kim Jong Il (il padre dell’attuale leader) svolgeva un compito di altrettanto livello nel governo

Adesso, tanto per sottolineare il suo potere sarà presente anche alle Olimpiadi "del disgelo", i giochi invernali che hanno segnato una tregua tra la Corea del Nord e il resto del mondo. E chissa se Kim Yo-jong potrà incontrare Ivanka Trump che presenziarà in un paio di occasioni durante le gare.

Cosa vuol dire la sua promozione

Kim Yo-jong, ancora più di prima, quindi può avere potere decisionale su temi fondamentali per il Paese, come la propaganda e la diplomazia.

L’apparato di comunicazione di Pyongyang, più noto come Dipartimento Propaganda e Agitazione, finora abilmente guidato da Kim Yo-jong, ha reso possibile tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti un colloquio diretto, mai avvenuto prima. Una strategia, spesso fatta di insulti e minacce, ma pur sempre diretta.

L'offensiva del presidente Trump, caduto nella trappola della risposta polemica facile via Twitter, ha permesso al dittatore nordcoreano di rivolgersi direttamente a lui mettendo in disparte interlocutori chiave come Giappone e Sud Corea. Come dire, se Trump replica a ogni mossa dell'avversario, Pyongyang acquistando potere può rispondergli senza intermediari, personalmente.

Secondo Michael Madden, un esperto intervistato dal Guardian della 38 North (l'istituto di ricerca della Johns Hopkins University) “la promozione di Kim Yo-jong non è altro che un ulteriore consolidamento della forza politica della famiglia Kim”.

Le altre promozioni

Insieme a sua sorella, promossa durante i lavori del Comitato centrale, Kim Jong-un ha fatto avanzare il ministro degli Esteri Ri Yong Ho, che aumenta il suo prestigio, più due personaggi legati allo sviluppo del programma missilistico, Kim Jong Siki e Ri Pyong Chol. Ma questi incarichi seguono, come un’onda, le vicende coreane del momento che mutano secondo il mood del dittatore.

Per esempio il vice presidente del partito, Choe Ryong-hae, entrato nella Commissione militare per svolgere un compito di maggior potere, non molto tempo fa è stato retrocesso dopo essere stato accusato di non aver saputo gestire lo sviluppo di un progetto idroelettrico.

La reazione degli Stati Uniti

Poteva Trump non rispondere alle promozioni di Kim Jong-un? Alla notizia dei nuovi capovolgimenti nella stanza dei bottoni, il Tycoon ha ribadito che gli Stati Uniti, in caso di reale minaccia per gli americani e per i loro alleati, non esiterebbero a "distruggere totalmente" la Corea del Nord. Anche se da Washington l'opposizione di Trump alla possibilità di colloqui con la Corea del Nord, viene mitigata cercando un dialogo con Pyongyang.

La propaganda della Corea del Nord

Dopo la sorella di Kim, la presentatrice attempata Ri Chun Hee, 74 anni, riveste un ruolo efficace nella promozione della politica del dittatore scandendo in tv successi e dolori della Repubblica Popolare Democratica di Corea. Dal canto suo Kim Jong-un pronuncia raramente dei discorsi. Anzi, negli ultimi tempi le sue provocazioni (passate ai fatti) si sono limitate al farsi fotografare con il foglio in mano, seduto alla scrivania. Solo immagini, nessuna parola, di un’efficacia spaventosa.

(Questo post è stato scritto il 9 ottobre 2017 e aggiornato il 7 febbraio 2018)

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