Corea del Nord: chi sono i prigionieri Usa liberati

Nonostante la dura trattativa per la scarcerazione in cui erano intervenuti direttamente Pompeo e Giuliani, i tre ostaggi americani detenuti a Pyongyang hanno dovuto attendere le decisioni strategiche di Kim Jong-un

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Dal muro di filo spinato a Imjingak, vicino alla zona demilitarizzata che separa il Sud e la Corea del Nord il 3 gennaio 2018 – Credits: Chung Sung-Jun/Getty Images

Chiara Degl'Innocenti

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Erano tre i cittadini americani detenuti in Corea del Nord dal regime di Kim Jong-un. E ora sono liberi. Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha potuto riabbracciarli e per loro si sono aperte le porte della libertà.

Chi sono i tre americani liberati

Sembra un caso ma tutti i prigionieri si chiamano come il dittatore, Kim. Il primo è Kim Hak-song, ex professore all’Università di Scienza e Tecnologia di Pyongyang (fondata nel 2010 con sovvenzioni di gruppi religiosi cristiani americani e sudcoreani), arrestato per atti ostili il 6 maggio del 2017 mentre stava per prendere un treno per Pechino. L'anno prima era stato arrestato, condannato e torturato uno studente americano, poi morto, per aver rubato uno striscione di propaganda.

Il secondo detenuto è Kim Sang-duk, professore universitario attivo in alcuni progetti umanitari direttamente connessi con un orfanotrofio nordcoreano a causa del quale era stato arrestato in aeroporto nell’aprile del 2017 per spionaggio.

L’ultimo detenuto, il terzo, è Kim Dong-chul, pastore evangelico residente in Virginia arrestato e condannato a 10 anni nel 2015 per spionaggio.

Prima della liberazione si sono dovuti aspettare tempi biblici: Mike Pompeo, quando ancora era alla Cia, aveva già tentato di farli rilasciare. Poi a quando a Pasqua era volato a Pyongyang per un incontro con il leader supremo e le speranze avevano iniziato a concretizzarsi. Così, a inizio maggio, quando Rudy Giuliani entrato a far parte della squadra del presidente Trump, a liberazione si era fatta sempre più vicina seppur condizionata sempre dalle decisioni strategiche di Kim Jong-un.

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