Arabia saudita: offensiva Isis contro i Saud

Gedda, Medina e Qatif: tre attentati suicidi in serie. Lo Stato islamico punta a destabilizzare il Regno

Arabia Saudita

La Mecca, Arabia Saudita, 1995 – Credits: © Kazuyoshi Nomachi

Continua l'ondata di attacchi suicidi in Arabia saudita. Dopo l'attacco suicida avvenuto davanti al consolato americano di Gedda in cocomitanza con l'Indipendence Day americano (due feriti), un altro attentatore di è fatto esplodere nel parcheggio vicino alla moschea di Al-Haram al-Nawabi, costruita dal Profeta a Medina, uno dei due luoghi più santi dell’Islam assieme alla Mecca.

Neutralizzato dalle forze di sicurezza, prima che azionasse l'ordigno durante la preghiera del pomeriggio nell’ultimo giorno di Ramadan, l'attentatore sarebbe l'unica vittima di questo ennesimo attentato sul suolo saudita, dove sempre ieri - nella città di Qatif, capoluogo della regione a maggioranza sciita - uno shahid si sarebbe fatto esplodere prima che gli agenti lo eliminassero.

  La pista è quella dello Stato islamico, in forte competizione con Al Qaeda per la leadership del movimento jihadista sunnita nei paesi del Golfo. A essere nel mirino dell'organizzazione di Al Baghdadi c'è tutta la fascia costiera del Mar Rosso, dove ci sono i luoghi santi e le città storiche dell’Arabia, come prova l'appello del portavoce del Califfo, Mohammed Al-Adnani ai lupi solitari affinché colpissero  gli Stati Uniti e le loro sedi all’estero. 

 Dopo la proclamazione del Califfato, uno dei principali obiettivi di al-Baghdadi è destabilizzare l’Arabia Saudita per puntare sulla Mecca e Medina. Obiettivo: controllare i luoghi santi per prendere la guida del mondo islamico e abbattere la dinastia Saud, considerata dai sunniti custode delle due moschee, e definita più volta dal Califfo in modo dispregiativo come la dinastia Saul, primo re del Regno di Israele secondo i testi sacri. 

 Le difficoltà dell'Isis a penetrare in Arabia saudita sono però evidenti, almeno le tribù fedeli al Sovrano saudita voltino le spalle ai Saud, un'ipotesi che ad oggi tutti gli analisti mediorientali considerano remota.  L’unica azione di rilievo dell’Isis è stato l’attacco alla moschea sciita di Kudeih, nell’Est del Paese, il 22 maggio scorso, con 20 morti. 

 

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