Oscar Giannino: tasse e multinazionali? Hanno ragione, fate come loro
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Oscar Giannino: tasse e multinazionali? Hanno ragione, fate come loro
Economia

Oscar Giannino: tasse e multinazionali? Hanno ragione, fate come loro

Perché il modello da utilizzare è quello di Apple e Google

È scivoloso tassare le multinazionali in un mondo nel quale profitti e diritti di proprietà intellettuale si trasferiscono all’istante con un clic di mouse. Quando Stati Uniti e Regno Unito non avevano problemi di debito pubblico, era materia per addetti ai lavori. Poiché le loro finanze statali sono oggi scassate come le nostre, i parlamenti americano e britannico mettono ora alla sbarra le multinazionali. I numeri. La Apple dal 2009 al 2012 ha postato 4 miliardi di dollari di spese, detassate, in ricerca e sviluppo negli Usa, e 38,7 miliardi di profitti, tassati al 35 per cento. Ma nella sua controllata in Irlanda ha dichiarato 4,9 miliardi in ricerca e sviluppo e 74 miliardi di profitti.

L’aliquota irlandese sul reddito d’impresa è già bassa, il 12,5 per cento, ma con i maxi abbattimenti per profitti da diritti intellettuali e reti Ict la Apple ha pagato solo il 2,5 per cento. Per vendite a clienti anche americani, gridano i congressmen, additando di intervenire. Il giudizio è controverso. Da una parte chi difende lo stato e il suo «sacro» diritto di aumentare le entrate, per democrazia e welfare. Dall’altra chi ritiene che di spesa pubblica a trilioni ce n’è troppa, ed è essa a minare democrazia e welfare. Sono almeno 1.700 miliardi, i profitti che le imprese americane tengono su controllate estere, per evitare di cederne più di un terzo al governo. Da noi, per eguale ragione, la Fiat Industrial sposta la sua holding dai Paesi Bassi al Regno Unito. È fatto nel rispetto delle leggi. La politica non capisce che, nel mondo globalizzato, cercare per le proprie attività tasse e burocrazia meno ostili è giusto e doveroso. La conclusione, irritante, del minoritario liberista? Qualunque impresa possa, adotti lo schema Apple e Google. Quanto agli ordinamenti fiscali, attirino imprese e capitali abbassando spesa e tasse, invece di ignorare i propri eccessi ricorrendo ai giudici.

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