Start-up, da che parte iniziare
Start-up, da che parte iniziare
Economia

Start-up, da che parte iniziare

Le chiavi per lanciare la propria azienda al Venture Camp 2013

Si fa presto a dire start-up. Il roboante fenomeno delle nuove imprese rigorosamente high-tech salito agli onori della cronaca nell’ultimo paio d’anni anche complice la normativa specifica varata in materia prima con il “Decreto Crescita” del Governo Monti e poi con gli ulteriori aggiustamenti a firma del governo Letta, ha il suo rovescio della medaglia. O meglio: non tutte dot.com e derivate ossia dotate di domini tra i più disparati hanno le carte in regola per sfondare. L’idea magari c’è ed è buona. Ma potrebbero mancare i fondamentali per renderla operativa al 100%. Il team giusto, per esempio. O, ancora, la tecnologia a prova di concorrenza. O, perché no, il mercato. Non è detto che quello che piace a pochi impallinati di codici http e simili trovi terreno fertile tra il grande pubblico. Ergo: chi intende buttarsi in questo segmento magari puntando quattrini propri frutto di eredità milionarie (beato!) o buonuscite più o meno ricche o chissà quali altri fonti di ricchezze a più zeri deve stare all’occhio. E parecchio. Valutando alla virgola ogni aspetto che conta.

Come fare? Una buona occasione per capire da che parte iniziare è il Venture Camp 2013, in programma l’8 e il 9 novembre, a Milano. Si tratta dell’ormai tradizionale appuntamento italico a misura di investitori organizzato dalla fondazione no profit Mind The Bridge presieduta da Alberto Onetti che tra le altre cose ogni anno porta in Silicon Valley 10 e più start-up italiane per tre mesi di training non stop. Obiettivo: insegnare loro l’abc dell’imprenditoria high-tech. E a Milano? Parla agli investitori. E lo fa puntando a smascherare eventuali bluff. Insegnando a scegliere la start-up giusta, le clausole contrattuali più opportune, le modalità di investimento più o meno invasive e molto altro ancora. Per proteggere gli interessi degli investitori. Ma anche degli start-upper. Si parlerà inoltre di crowdfunding , una parolina magica che permette anche ai non milionari di mettere un piede in questo mondo in fermento facendo leva sul solito vecchio motto “l’unione fa la forza”. E, ancora, di operazioni di ogni genere e grado, dall’acqui-hiring, ultimo tormentone di stampo Usa che prevede l’acquisizione di una realtà non tanto per la realtà stessa quanto per mettere le mani sui suoi migliori talenti, fino all’agognata Ipo.
Qui per saperne di più .

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