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Piccole Marine Le Pen crescono

I partiti nazionalisti si vanno femminilizzando: nel continente avanza una pattuglia di virago antieuro. Che hanno tutte la leader del Fn come modello

Ce l’hanno con gli immigrati. Non sopportano l’Unione Europea. Detestano l’Islam. E sfoggiano tutte una capigliatura bionda. Ecco a voi le «Marinette», seguaci europee di Marine Le Pen, la rampante leader del francese Front national. Dalla Norvegia alla Grecia, dal Belgio alla Danimarca, nel continente avanza una pattuglia di virago di estrema destra. Antiélite, antieuro, antistranieri e spesso antisemite, stanno cambiando i termini del dibattito politico.

E si preparano a fare man bassa di voti alle elezioni europee del 25 maggio. Secondo le più recenti stime, i partiti di estrema destra potrebbero raccogliere il 9 per cento dei consensi. Annotazione curiosa: le «Marinette» vengono tutte dal Nord Europa (la neonazista greca Eleni Zaroulia è un caso a parte). Mancano ancora all’appello in Spagna, Portogallo, Germania e Italia. «Non è un caso» commenta Vittorio Emanuele Parsi, docente di relazioni internazionali alla Cattolica di Milano. «Tutti i Paesi con alle spalle lunghe dittature fasciste incontrano difficoltà a sdoganare quell’area politico-culturale che alimenta il populismo nazionalista».

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Francia. Marine Le Pen, leader del Front national
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