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Dal Mondo

Kadyrov attacca papa Francesco ma la Pace passa dal Vaticano

Le voci di aperture al dialogo con la Chiesa a fare da intermidiario spaventano molti guerrafondai a Mosca

Secondo il leader ceceno Ramzan Kadyrov: Papa Francesco «è rimasto vittima della propaganda». Questo è quanto ha dichiarato il leader islamista ceceno dopo che il Pontefice alla rivista dei gesuiti americani America Magazine aveva ricordato quello che ovvio (se non per alcuni), ovvero che in questa guerra c’è un invasore (la Russia) e un invaso (l’Ucraina): «Quando parlo dell’Ucraina, parlo di un popolo martoriato, perché ho molte informazioni sulla crudeltà delle truppe che entrano. In genere, i più crudeli sono forse quelli che sono della Russia ma non sono della tradizione russa, come i ceceni, i buriati e così via. Certamente, chi invade è lo Stato russo». Sul suo canale Telegram dove non manca di postare di continuo aggiornamenti trionfalistici sul conflitto russo- ucraino ha anche scritto: «Tutti sono profondamente religiosi tra i combattenti ceceni e ogni combattente sa che in tempo di guerra non bisogna dimenticare l'onore, la dignità e anche il rispetto del nemico. È vergognoso che una personalità religiosa famosa in tutto il mondo non conosca l'atteggiamento dei musulmani verso il nemico».

Il rinnovato protagonismo della Santa Sede nel ricercare una soluzione di pace e le dichiarazioni del Santo Padre non sono piaciute all’ambasciatore russo presso il Vaticano, Alexander Avdeev, che ha protestato per le dichiarazioni sulla «crudeltà» delle truppe russe in Ucraina: «Ho espresso indignazione per tali insinuazioni e sottolineato che niente può far vacillare la coesione e l’unità del popolo multinazionale russo», ha detto Avdeev a Ria Novosti.

Peggio di lui ha fatto la portavoce del ministero degli Esteri russo, l’incendiaria Maria Zakharova, che ha definito le parole Papa Francesco come «una perversione della verità».

A proposito delle attività della Santa Sede, il Papa ha dichiarato alla rivista dei gesuiti americani di volersi muovere in prima persona per cercare il dialogo e porre fine alla guerra: «La diplomazia della Santa Sede si sta muovendo in questa direzione e, ovviamente, è sempre disposta a mediare –aggiungendo- Ho anche pensato di fare un viaggio ma ho preso la decisione: se lo faccio, andrò a Mosca e a Kiev, in entrambe, non solo in un posto».

La veemente reazione russa è arrivata dopo che nei giorni scorsi il Cremlino si era detto disponibile a valutare positivamente il coinvolgimento del Pontefice nei colloqui di pace tanto che alcuni analisti si erano convinti che si potesse prefigurare una tregua natalizia che oggi sembra lontanissima. Per tornare a Ramzan Kadyrov, recentemente nominato generale dell’esercito russo, ha così descritto un suo recente colloquio con Vladimir Putin: «Oggi, nel corso di un incontro con il Comandante supremo in capo, abbiamo discusso della partecipazione di unità cecene in Ucraina. Ha riferito che le nuove unità del ministero della Difesa russo e del Servizio della guardia federale russa nella Repubblica cecena sono state equipaggiate con successo da combattenti che hanno già esperienza di operazioni di combattimento. Sono in prima linea e svolgono una serie di compiti strategici del Comando per le operazioni speciali». Poi con toni sempre più adoranti ha continuato: «Ha anche riferito sull'approvvigionamento delle nostre unità, sul loro equipaggiamento e sulle loro capacità tattiche. Nel corso del dialogo, Vladimir Vladimirovich ha sottolineato il grande contributo della regione alle Sso, in particolare i risultati dei nostri combattenti in prima linea, il loro spirito di combattimento e la loro esperienza, l'organico delle unità militari e la formazione dei distaccamenti di volontari.

Il Comandante in capo ha sottolineato che oggi la Russia è un Paese di patrioti uniti, che affronta gli attacchi occidentali come una grande e amichevole famiglia. Vladimir Vladimirovich ha ringraziato i nostri ragazzi per la loro dedizione, il patriottismo e le alte prestazioni in prima linea. Ho ringraziato il nostro Presidente per l'attenzione che ha riservato ai soldati e per le sue parole di sostegno. Non dubito nemmeno per un secondo che la Russia vincerà questa guerra contro il neonazismo e l'aggressione della Nato guidata dal nostro forte Presidente. AKHMAT-SILA! ALLAHU AKBAR!».

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Foto tratta dal profilo del leader ceceno

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