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(Ansa)
Dal Mondo

Kadyrov e Prigozhin (Wagner Group) contro Putin

Alcune mail riservate e sfuggite all'FSB raccontano come la tensione al Cremlino ed in Russia sia alle stelle

Le e-mail fatte trapelare da un informatore del Servizio di sicurezza federale russo (FSB), pubblicate da Newsweek, provano l’esistenza dello scontro sempre più cruento tra i fedelissimi del presidente Vladimir Putin mentre la sua invasione dell'Ucraina è ormai un fallimento.

L'agente, soprannominato ‹‹il vento del cambiamento››, scrive regolarmente dispacci all'esule dissidente russo Vladimir Osechkin, rivelando la rabbia e il malcontento all'interno del FSB per la guerra iniziata quando Putin ha ordinato l’invasione dell’Ucraina lo scorso 24 febbraio. Le e-mail sono state condivise integralmente con Newsweek da Igor Sushko, direttore esecutivo del Wind of Change Research Group, un'organizzazione senza scopo di lucro con sede a Washington. Sushko ha tradotto la corrispondenza dal russo all'inglese dal 4 marzo 2022. Le precedenti lettere dell'FSB scritte dall'informatore e pubblicate da Osechkin sono state analizzate da Christo Grozev, un esperto dell'FSB. Ha detto di aver mostrato le e-mail a due ufficiali dell'FSB che gli hanno riferito di «non avere dubbi che fossero state scritte da un collega».

Datate novembre, le ultime e-mail dell'agente raccontano in dettaglio il malcontento e il conflitto all'interno del Cremlino, prevedendo «una guerra civile inevitabile» e che «la Russia presto cadrà nell'abisso del terrore mentre le persone sono sempre più stanche della guerra».

L'informatore si concentra in particolare su Yevgeny Prigozhin, fedelissimo di Putin e fondatore della Compagnia militare privata Wagner, e sul leader ceceno Ramzan Kadyrov recentemente promosso al rango Generale dell’esercito. In questi nove mesi di guerra sia Prigozhin che Kadyrov hanno continuato a criticare il modo in cui viene gestito il conflitto di Putin contro l'Ucraina ed in particolare ad essere attaccato ormai giornalmente è Sergej Kužugetovič Šojgu, ministro della Difesa della Federazione Russa dal 2012. Secondo un recente report del think tank statunitense Institute for the Study of War (ISW): «Prigozhin e il suo gruppo militare potrebbero costituire una minaccia per il governo di Putin», tuttavia, l'agente dell'FSB ha affermato quello che è noto a tutti, ovvero che «non esiste un modello di cambio di potere in Russia. Non c'è modo di cambiare tutto in Russia in modo che il paese nel suo insieme funzioni e non precipiti nell'abisso del terrore», si legge in una e-mail, nella quale l’informatore spiega come si svolgerebbe una guerra civile nel paese. «All’inizio potremmo avere una rivolta casuale, con solo saccheggi e scaramucce caotiche tra tutti. Vorrei provare a spiegare: la lotta delle agenzie di sicurezza contro le strutture di Prigozhin, una vera guerra l'una contro l'altra, è brutta, ma generalmente inevitabile. O ci saranno battaglie delle regioni per la divisione delle risorse. O una corsa di varie forze per il controllo su regioni o pezzi del paese ma il paese potrebbe crollare nel caos totale», scrive l'agente che continua accusando l’FSB per la situazione: «Credimi, è molto più terrificante. Affermo, e questa non è affatto l'opinione privata solitaria di un semplice impiegato (FSB): abbiamo fottuto il paese. Noi abbiamo fottuto il paese non il 24 febbraio, quando è iniziata tutta questa faccenda, ma molto prima, quando il 24 febbraio è diventato possibile in linea di principio. Caos, guerra civile, collasso: sì, è tutto davanti a noi. È inevitabile, troppi in Russia hanno attraversato il punto di non ritorno. Progettano di essere piccoli zar nelle aree che riescono a controllare. Almeno, è così che pensano».

A proposito di Yevgeny Prigozhin, l'informatore si dice convinto che non sarà facile per il Cremlino sopprimerlo se alla fine dovesse rappresentare una minaccia per il governo di Putin: «E quando i leader non proprio intelligenti dell'FSB si impegnano a descrivere Prigozhin come non sistemico e affermano che abbiamo una struttura che può neutralizzarlo se si rendesse necessario, dicono cose senza senso». L'ISW ha affermato che Prigozhin sta effettivamente costruendo un «suo collegio elettorale di sostenitori e la sua stessa forza combattente che non sono sotto il controllo diretto dell'esercito russo o del ministero della Difesa». Al netto delle indiscrezioni quello che è certo che Prigozhin possiede una posizione straordinariamente vantaggiosa all'interno della struttura statale russa e anche dello spazio informativo, due fattori che gli consentono di espandere la sua influenza nel paese più prontamente rispetto al comando militare superiore, permettendogli di promuovere liberamente se stesso e le sue forze mentre critica i funzionari del Cremlino o le forze armate russe. In una e-mail dello scorso 8 novembre, l'informatore dell'FSB ha avvertito Osechkin che «Prigozhin sta preparando brigate per il terrore interno in Russia», mentre in diverse regioni del paese sono in corso proteste e rivolte dopo le notizie che hanno raccontato che più di 1.000 russi sono stati uccisi in lo spazio di tre giorni durante gli intensi combattimenti in Ucraina. «Le nostre analisi e i nostri rapporti risalgono la catena e provano che il livello di malcontento popolare sta crescendo in modo esponenziale e non saremo in grado di estinguerlo con metodi legali. Il Servizio (FSB) non è pronto per il terrore interno, e Prigozhin e Kadyrov pensano che sia giunto il loro momento e che sia arrivato il momento di brillare.

Entrambi si rendono conto che se smettono di combattere e iniziano un dialogo, entrambi cesseranno di essere necessari», ha scritto l'informatore. L’unico a modo per fermarli secondo l’agente sarebbe «quello di tagliarli fuori dai finanziamenti, farli tornare al loro posto nel sistema, ma sia Kadyrov che Prigozhin non sono più disposti ad accettarlo, perché ognuno di loro si immagina indispensabile». Per questo l'FSB si aspetta che la coppia «effettui una serie di provocazioni che diffameranno il servizio (FSB) e indicheranno la sua presunta incapacità di controllare la situazione nel paese e se tutto andrà secondo lo scenario di Prigozhin, perderemo sia il controllo che il paese».

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Stefano Piazza