Multe meno care, purché paghiate subito - INTERVISTA

Il governo sta studiando un provvedimento per ridurre del 30% il prezzo della muta se pagata entro 5 giorni. Parla Vito Dattolico, ex numero uno dei Gdp di Milano

Una proposta di legge permetterebbe uno sconto del 30% sulle multe pagate entro 5 giorni: il dibattito è aperto, tra gli automobilisti e non solo. Credits: Getty Images

Eleonora Lorusso

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"Ben vengano gli sconti sulle multe, se questi possono alleggerire il carico enorme di contenziosi". Parola di Vito Dattolico, per 18 anni giudice di pace a Milano, fino allo scorso anno coordinatore dell'ufficio milanese che si occupa proprio dei contenziosi. Secondo Dattolico la proposta di legge del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, di ridurre l'entità delle multe del 30% in caso di pagamento immediato della sanzione può essere una via di uscita dal tunnel di superlavoro dei giudici di pace. Ma non solo: il provvedimento, in discussione in Commissione Trasporti della Camera, "va incontro ad una filosofia che dovrebbe accompagnare tutti i prossimi regimi di tassazione decisi dal Governo nei confronti dei cittadini e in particolare degli automobilisti - spiega Dattolico a Panorama.it - perchè questi vengono penalizzati indistintamente, sia che siano facoltosi sia che abbiano un tenore di vita modesto".

Dunque si tratta di un'ottima notizia? "Assolutamente sì, ma con una raccomandazione: occorre che abbia un'adeguata diffusione, perchè uno dei problemi principali degli automobilisti è la mancanza di informazione - spiega Dattolico - Per la mia esperienza, la maggior parte dei contenziosi davanti al giudice sono causati da una inadeguata informazione, segnalazione e conoscenza dei divieti. Proprio per questo, spesso da parte nostra è stata accolta la tesi della buona fede. D'altro canto, le informazioni devono essere corrette, tempestive e adeguate, si tratta di uno dei diritti fondamentali dei cittadini".

La conferma arriva dalle statistiche sui motivi di contenziosi: per la maggior parte gli automobilisti multati fanno ricorso contro le sanzioni ricevute per divieti di accesso in zone a traffico limitato o per aree nelle quali sono stati creati nuovi percorsi, senza che questi fossero opportunamente segnalati. Nel caso in cui provvedimento diventasse legge (alla Camera si discute di uno "sconto" del 20%, NdR),  il Ministro Lupi è convinto che "porterebbe immediatamente risorse certe" nelle casse dello Stato. I detrattori, invece, lo considerano un regalo per i morosi, coloro che tardano a pagare le multe, confidando in qualche "amnistia". "C'è sicuramente un'esagerazione nella volontà di far cassa da parte della Pubblica Amministrazione - dice Dattolico - giustificata però dalla situazione di grave emergenza in cui versano le casse pubbliche". D'altro canto gli automobilisti sono davvero tartassati. Basti pensare che per un divieto di sosta si devono pagare circa 90 euro - spiega l'ex giudice di pace - ovvero 180.000 delle vecchie lire, uno sproposito. Le sanzioni sono 'centuplicate': va bene disincentivare comportamenti scorretti, ma il deterrente non può essere quello. In una società civile il cittadino non può 'morire' per trovare un posto, senza incorrere in una multa!".

E la riprova che la vita degli automobilisti sia davvero difficile arriva dai dati relativi ai contenziosi a Milano: su 100.000 casi in media all'anno che i giudici devono dirimere, 40.000 sono per infrazioni del codice della strada. Nel 30% dei casi la controversia si risolve a favore delgi automobilisti ricorrenti, mentre il restante 70% vede vincere i Comuni e le pubbliche amministrazioni in genere. Un automobilista su 3 ha dunque torto? "Non sempre è facile decidere. E' giusto riconoscere i diritti di chi sta al volante, specie se mal informato sui divieti, ma per il resto prevale l'esigenza di non depauperare il significato delle normative del codice della strada" conclude Dattolico.

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