La Fnsi sulla condanna di Mulè: "No al carcere per omesso controllo"

"La sanzione del carcere per i giornalisti - scrive la Fnsi - è in pieno contrasto con tutta la giurisprudenza della Corte di Giustizia europea per i diritti dell'uomo". Il no di Marina Berlusconi -  L'articolo incriminato

A sostegno di Giorgio Mulè, il direttore di Panorama condannato per omesso controllo a otto mesi di reclusione per un articolo pubblicato nel 2010 firmato dal vicedirettore Maurizio Tortorella e giudicato diffamatorio nei confronti del giudice Luca Tescaroli, scende in campo anche la Federazione Nazionale della Stampa secondo la quale "suscita profonde perplessità la nuova condanna al carcere senza sospensione condizionale della pena del direttore Mulè, imputato per diffamazione". Secondo il sindacato dei giornalisti il punto controverso, in questo processo come in quello che riguardava il giudice Messineo, è la pensa prevista per l'omesso controllo in quanto direttore responsabile.

"È inconcepibile - scrive la Fnsi - che la legge consenta ancora la sanzione del carcere per casi simili, in pieno contrasto con tutta la giurisprudenza della Corte di Giustizia europea per i diritti dell'uomo".  Stesso punto di vista del Cdr Mondadori che, dopo la notizia della condanna, aveva diramato un comunicato per sostenere che "non è degna di un Paese civile una legge che preveda il carcere per i giornalisti: una misura che, andandoli a privare della libertà fisica in caso di reato d’opinione, risulta intimidatoria nei confronti di tutta la stampa".

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