Il Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana a Venezia

A 500 anni dalla Riforma di Martin Lutero, l'incontro tra 50 pastori e sinodali e le loro proposte socio-politiche

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La statua di Martin Lutero a Wittenberg in Germania - dicembre 2016 – Credits: Sean Gallup/Getty Images

Orazio La Rocca

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Riprendere e rilanciare il “feeling” magicamente esploso con papa Francesco in occasione delle celebrazioni dei 500 anni della Riforma di Martin Lutero, ma non solo. Dal ventiduesimo Sinodo della Chiesa Evangelica luterana in Italia (Celi) aperto il 22 aprile a Venezia, sono tanti gli argomenti al vaglio dei 50 tra pastori e sinodali con cui i fedeli luterani presenti nel nostro Paese intendono rafforzare la loro presenza con proposte socio-politiche (tra le più importanti, un testo sul testamento biologico in linea “con le esigenze emerse dalla società italiana”), iniziative umanitarie a favore di profughi ed immigrati, progetti scolastici, sanitari e per l'infanzia.

Progetti, idee e proposte che puntano a presentare il popolo luterano italiano – al di là della consistenza numerica, oltre 7000 membri distribuiti in una ventina di comunità in tutta la penisola – una realtà socio-religiosa viva, propositiva e naturalmente inserita in tutti gli ambiti del Paese. Una realtà, quindi, non più “solo” protestante – nel senso storico ed etimologico del termine – ma perfettamente radicata nella società, portatrice di valori che hanno come primario obiettivo il bene comune, il dialogo, e l'attenzione ai più deboli e ai più bisognosi.

Un Sinodo, quindi, vivo, dinamico, proiettato verso “un futuro di crescita” - stando alle aspirazioni dei delegati – ma che non mancha di rivedere ed approfondire anche le proprie radici storiche, purificandole magari anche da quelle radici che per troppo tempo non hanno fatto bene alla stessa Riforma. Come, lo storico antisemitismo di Martin Lutero, una pagina che i riformatori luterani ormai considerano superata ritenendola – a giudizio di non pochi studiosi evangelici, conferma il presidente del Sinodo, il veneziano Georg Schedereit, - “choccante e da stigmatizzare”.

Non a caso, uno dei temi in discussione è proprio lo studio dei 500 anni della Riforma in tutti i suoi aspetti, “un evento che a sorpresa ha visto in prima fila anche papa Francesco con la sua partecipazione alle celebrazioni di Lund, in Svezia, e con precise indicazioni a tutte le comunità cattoliche, Italia tra le prime, a organizzare momenti di studio e di approfondimento sull'opera di Martin Lutero”, con particolare attenzione al rinnovamento a cui, come risposta alla stessa Riforma, posero mano le gerarchie cattoliche.

L'attenzione del mondo cattolico
Valori ormai acquisiti dalle componenti cattoliche più aperte ed attente al dialogo interreligioso (salvo qualche ovvia frangia conservatrice), come dimostra l'attenzione all'apertura del Sinodo mostrata dall'Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, dove, tra l'altro, è stato notato come per quattro giorni, presso il centro congressi nell'isola di San Servolo, una cinquantina tra pastori e delegati in rappresentanza di tutte le comunità luterane italiane saranno chiamati a valutare l'operato del Concistoro, l'organo esecutivo della Celi, e a indicare le priorità che i luterani italiani saranno chiamati ad affrontare nel prossimo futuro.

"È significativo che l'assemblea 2017 del nostro Sinodo si svolga a Venezia: da qui cominciò la diffusione del messaggio di Lutero in Italia. Quella lagunare è la più antica tra le nostre comunità e, soprattutto, è una delle più antiche al di fuori della Germania: lo testimonia la lettera che Martin Lutero scrisse personalmente ai protestanti del Veneto. Non a caso proprio Venezia, nei mesi scorsi, è stata la prima città in Italia a essere insignita del titolo di 'Città europea della Riforma'", ha dichiarato Schedereit che guida l'assemblea insieme al vice presidente Wolfgang Prader. "Sono certo, quindi - ha aggiunto - che mai come in questa occasione anche il luogo in cui si terrà la nostra assemblea potrà favorire l'emergere di riflessioni, idee e iniziative fondamentali per l'evoluzione della nostra Chiesa e del suo ruolo attivo non solo in Italia ma anche nello scenario europeo".

I progetti dei luterani
Durante il sinodo, per esempio, verrà distribuito il "Vademecum per il fine vita da una prospettiva cristiana", un testo sul testamento biologico, che intende offrire un "orientamento su una materia molto complessa e testimoniare l'attenzione dei luterani alle istanze più sentite nella società italiana".

Al sinodo, saranno inoltre presentate le tradizionali relazioni sui numerosi progetti che i luterani promuovono in Italia o a cui partecipano concretamente, soprattutto in ambito etico e sociale. Tra queste le attività della Rete delle donne, l'opera degli ospedali evangelici di Genova e Napoli e, soprattutto, i tanti progetti di solidarietà realizzati dalle singole comunità sul territorio.

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