"Ci sono circa 700mila persone in Italia che stanno provando ad avere un bambino e non ci riescono. Per queste persone è un momento complesso della propria vita. Non ci riescono per tanti motivi, uno di questi sono patologie che potevano essere curati e che sono nei livelli essenziali di assistenza. Ma non lo sanno, non sanno che le terapie sono gratuite e non sanno a chi rivolgersi". Così il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha aperto il Fertility Day.

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Lorenzin ha quindi ribadito che l'obiettivo è la sensibilizzazione contro i problemi dell'infertilità, ma da un punto di vista medico: "Qui parliamo di cosa si può fare per la salute, ma è ovvio che il tema della mancanza di politica di welfare a sostegno della famiglia è un tema da fare proprio per i prossimi 20 anni"

E ha proseguito: "Nella politica ci sono le strumentalizzazioni, e mi sa che c'è un sacco di gente che aspira a fare il ministro della Salute: va benissimo, ma io intanto mi occupo di cose vere" ha poi aggiunto riferendosi alle polemiche sul manifesto della campagna pubblicitaria della giornata di oggi accusata di "razzismo" e che è costata il posto al Direttore della Comunicazione del Ministero stesso.

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La Campagna del Fertility Day accusata di razzismo

Spiegando quindi l'episodio relativo alla foto della campagna sul Fertility, accusata di razzismo, Lorenzin ha affermato che le era stata presentata una foto diversa da quella in oggetto: "Perchè fosse
diversa non lo so e i responsabili se ne devono assumere la responsabilità, ma al di là di questo - ha concluso - è importante parlare del problema di salute legato all'infertilità, ed è importante rilanciare l'attenzione sulle malattie sessualmente trasmesse, che sono in aumento".

Quanto alla rimozione del direttore per la comunicazione del ministero, responsabile delle immagini per la campagna, Lorenzin ha detto che non si è trattato di un "capro espiatorio". Ad ogni modo, ha aggiunto, "se potessi fare un concorso al ministero della Salute per avere un grande direttore della comunicazione, lo avrei fatto già tre anni fa, ma non lo posso fare. Questa - ha rilevato - è stata una grande lezione per gli uffici del ministero e spero tutti ne prendano atto".

Ovviamente, ha sottolineato, "nessuno aveva intenzioni razziste, perchè noi del ministero della Salute ci occupiamo ogni giorno di garantire la salute a tutti gli italiani, indipendentemente dal colore della pelle, facciamo prevenzione per tutti. Per questo, per noi quella di razzismo è un'accusa fortissima".

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