David Bowie e il nuovo album: anche stavolta il Duca è arrivato primo

Il più lucido precursore del pop spiazza tutti con un geniale lancio. E intanto il V&A Museum di Londra gli dedica una mostra

Gianni Poglio

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Un tuffo nel passato per proiettarsi nel futuro. L’ultimo colpo di scena di David Bowie, il più lucido precursore del pop, è una canzone-mappa (Where are we now?) che cita i luoghi iconici della sua vita berlinese nei Settanta, quando, insieme a Brian Eno, reinventò se stesso, il sound di una generazione e il rapporto fra musica e tecnologia. Non c’era niente di scontato nella sua opera: Bowie, allora, scriveva gli accordi di un brano e poi li faceva suonare al contrario dai suoi musicisti per ottenere sequenze armoniche inedite e spiazzanti."Questo era ed è David" racconta Tony Visconti, il produttore del disco The next Day, in uscita l’11 marzo: "un artista che viaggia in accelerazione nel tempo e nello spazio e che ama le sfide impossibili. La mattina dell’8 gennaio ha annunciato dal suo sito un nuovo disco. Nessuno sospettava nulla, tutti lo credevano un artista in pensione. Twitter e Facebook sono rimasti al palo. E lui ha vinto ancora".

Vive il suo tempo, ma guarda sempre avanti il Duca bianco. Lo ha fatto a metà dei Settanta, quando in un mondo omologato all’iconografia hippy scelse di apparire come un dandy del primo Novecento. Lo crocifissero, ma, dopo qualche tempo, molti lo imitarono. Lo presero per un pazzo anche nel 1996, quando decise di quotare in borsa, caso unico nel music business, il catalogo delle sue canzoni. In poche settimane incassò 40 milioni di sterline. E, ancora una volta, i colleghi si misero in fila per imitarlo. Ma lui era già altrove, a realizzare progetti per vendere la sua musica online. Erano gli anni in cui anche i musicisti e le band invitavano i fan a scaricare la musica gratis e illegalmente. Molti sono finiti sul lastrico, lui no.

"Per lui l’evoluzione è l’antidoto alla banalità" prosegue Visconti."Lo ricordiamo tutti quando, nel 1972, inventò il personaggio di Ziggy Stardust, l’eroe di un mondo al collasso, diventato rockstar grazie all’aiuto degli alieni. Quel tour avrebbe potuto andare avanti decenni, diventare un evergreen come The Rocky horror picture show, ma un anno dopo il debutto, nel punto più alto della parabola del successo, Bowie disse basta. Non avvisò nessuno, salì in scena e annunciò al pubblico che quella sarebbe stata l’ultima notte di Ziggy. Gli chiesero perché. 'Non c’è gusto a fare l’amore ogni sera con il proprio ego'".

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