Superstiziosi, venerdì 17 non porta alcuna "iella"
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Superstiziosi, venerdì 17 non porta alcuna "iella"

Venerdì 17 per i superstiziosi è il giorno più infausto dell’anno. Ma sarà davvero così? Gli studiosi la pensano diversamente.

Vi siete mai chiesti perché il 17 porti sfortuna? E perché proprio di venerdì? Per alcune persone, più che una superstizione, quella del numero 17 può essere vissuta come una vera e propria fobia. In questo caso si parla di “eptacaidecafobia”.

Ci sono diverse teorie in merito alla questione. Le origini di questo apocalittico giorno nascono dagli antichi greci, i quali sostenevano che il 17 si trovasse tra due numeri -il 16 e il 18- perfetti nella loro rappresentazione geometrica di quadrilateri 4×4 e 3×6. Oppure, anche nell’Antico Testamento è scritto che il diluvio universale cominciò proprio il 17 del secondo mese (Genesi, 7-11 e/o Genesi 7:11) nell’anno seicentesimo della vita di Noè. La combinazione venerdì e 17 è, invece, di origine cristiana: nella Bibbia è scritto che Gesù morì di venerdì.

Ma questo venerdì 17 è davvero così maledetto?

In verità si tratta di un giorno come un altro. Non succede proprio nulla di speciale. Nessun uomo panzuto e barbuto che sfreccia nella notte stellata per scivolare nei vostri camini. Niente celebrazioni, banchetti o minuti di silenzio. Solo in numerologia viene visto di buon occhio. I numerologi, infatti, attribuiscono al 17 un valore legato all’ambizione, ai risultati, alla creatività, coraggio, talento, ottimismo e azione spirituale. Simboleggia anche buona fortuna, ricchezza e gioia. E’ composto dai numeri 1 e 7. Il numero 1 rappresenta motivazione, leadership, individualità, assertività e progresso. Mentre il numero 7 indica il risveglio e l’illuminazione spirituale. Ricordiamo che la numerologia è una materia estremamente antica, nata con il matematico e filosofo Pitagora, quindi, all’incirca, parliamo di uno studioso che visse nel periodo antecedente la nascita di Cristo di ben 500 anni. Le ricerche di Pitagora si fermano al numero 7, ritenuto dal matematico il massimo dell’espressione spirituale, tant’é che accoglieva nella sua scuola solo membri nati il giorno 7. Dopo Pitagora, sono arrivati altri matematici che hanno interpretato e studiato a fondo numero per numero. Fino ad oggi. Grazie ai millenni di ricerche e documentazioni, oggi possiamo letteralmente “dare i numeri” e trarre delle indicazioni per mappare al maglio il nostro percorso su questa terra.

Secondo Alejandro Jodorowsky, figura di spicco nel mondo della tarologia da più di quarant’anni, il 17 è il numero rappresentato dalla carta “La Stella”, nei tarocchi marsigliesi. Infatti, la 17esima carta è portatrice di significati assai luminosi, quali: dono di sé al mondo, accoglienza medianica, aiuto provvidenziale, amore universale, grazia, musa, azione altruistica, donna realizzata, pace, armonia, musica, profumo, paradiso. Ma anche nostalgia e spreco dell’energia nel passato.

In virtù di tutto questo, è difficile rimanere attaccati al bigottismo che ha scatenato tutto il razzismo che questo numero ha subìto nel corso dei secoli. Resta il fatto che ognuno è libero di scegliere il significato dell’esistenza e del senso stesso della vita. Ma i numeri hanno sempre agito per portare chiarezza laddove c’era solo caos. Tant’è è vero che siamo tutti dipendenti dai numeri. Ci servono per vivere, per scandire il tempo, per far tornare i conti e tanto altro. Ed è grazie ai numeri se abbiamo scoperto molte delle leggi che governano il nostro universo.

Quindi, godetevela, oggi è un buon giorno per non aver paura.

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Francesca Catino