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Lifestyle

Panorama parte con i Podcast. Storie da ascoltare per capire il mondo

Cominciamo con due canali, Ho bisogno di tech (tecnologia) e Altrove (viaggi), ma ne arriveranno tanti altri che potranno essere fruiti sul nostro sito e tramite le app più utilizzate come Spotify e Apple Music. Il nostro obiettivo? Trasformare i lettori in «ascoltatori» di una «Radio» innovativa che tenga informati e appassioni raccontando storie uniche che si trovano solo sulle nostre «frequenze».

I popoli anglofoni hanno una capacità unica: trovare la definizione perfetta per i fenomeni tecnologici. Una parola che, con poche lettere, riesca a comunicare una innovazione. Un esempio azzeccato è «Podcast», fusione delle parole «Pod» che sta per «baccello» o «capsula», e «Broadcast», ossia «trasmissione».

In pratica una voce narrante impacchettata dentro un file digitale, trasmessa via web. L'idea, in realtà, è piuttosto antica. Da archeologia tecnologica. Già nel 2004 Ben Hammersley dalle colonne del quotidiano britannico The Guardian parlava del fenomeno come di una «Audible revolution», la rivoluzione dell'informazione da ascoltare in pillole. Era ancora troppo presto però. La tecnologia e la rete non erano pronte. Oggi, invece, l’onnipresenza degli smartphone, le connessioni veloci a basso costo, l’attitudine ormai stabile ad affidare il nostro intrattenimento ai telefonini, hanno fatto da apripista alla crescita del fenomeno.

LA RIVOLUZIONE E' ADESSO
La «audible revolution» preconizzata 17 anni fa è in atto adesso. Dopo il boom dei servizi di streaming che permettono di farsi il palinsesto personalizzato per vedere quello che si vuole, all'ora che si vuole, nel luogo e sul device che si preferisce ora è il momento dei Podcast. La voracità di contenuti di tutti quelli che hanno uno smartphone connesso al web sembra insaziabile. Stufi di leggere, o forse stanchi di sforzare gli occhi sullo schermo, il popolo dei like sui social si sta spostando in massa sui Podcast una nuova forma di intrattenimento. La differenza tra podcast e social network sta nell’atteggiamento, nell’investimento di testa e di tempo: i contenuti non si liquidano con un frettoloso «mi piace». Gli si concede un più impegnativo: «Ti ascolto».

LA SCELTA DI PANORAMA
Panorama, che l'anno prossimo compirà 60 anni, di storie da raccontare ne ha sempre avute tante. Non poteva mancare, quindi, accanto all'informazione cartacea che ogni settimana arriva in edicola, a quella via web (tempestiva, quotidiana e puntuale) anche una versione «tutta da ascoltare». Sul sito di Panorama è nata una nuova pagina che farà da portale ai Podcast. Uno spazio che conduce per mano verso una nuova esperienza sensoriale che si può fare ad occhi chiusi. Basta un clic per venire catapultati in un altro mondo dove gli occhi si chiudono e le storie raccontate dai giornalisti di Panorama arrivano in cuffia, appassionanti, ricche di informazioni e curiosità. Sono approfondimenti che, per scelta, hanno come voce narrante quella del giornalisti che li hanno realizzati con il timbro unico di voce e l'accento che ne fa intuire origine e provenienza e che li rende veri. Troppo facile sarebbe stato affidare i racconti a uno speaker professionista che però avrebbe levato naturalezza e personalizzazione alla narrazione.

SPOTIFY e APPLE MUSIC
I podcast di Panorama tra qualche giorno li potrete ascoltare, oltre che sul nostro sito, anche sulle piattaforme audio più utilizzate come Spotify e Apple Music. Stiamo siglando anche importanti accordi che porteranno le nostre voci ad essere diffuse su moltissimi altri canali, via etere e non. Appena saranno disponibili sarete i primi a saperlo.

UN MARCHIO - UNA GARANZIA
L'editoria sta cambiando e il modo di distribuire le informazioni anche. Quello che fa la differenza, in un mondo in cui tutti possono usare internet come megafono per la propria voce, è il marchio Panorama. Che certifica, verifica e garantisce la veridicità e l'autenticità di quello che racconta. Perché è da 60 anni che lo fa con giornalisti professionisti esperti e autorevoli.

Due sono i canali podcast che partono oggi: Ho bisogno di Tech (tecnologia) e Altrove (viaggi). Il primo è quello a cui do' la voce io che sto scrivendo. L'autore del secondo, invece, è l'amico e collega Marco Morello. Nelle settimane a venire partiranno altri «canali»: scienza, economia, politica, tecnologie militari e aereonautiche, medicina, musica, moda. Sono solo i primi in ordine di apparizione, ma ne arriveranno altri ancora. L'obiettivo è permettere ai lettori di Panorama di diventare «ascoltatori» in grado di realizzare un proprio palinsesto personalizzato. Vogliamo realizzare una sorta di «radio» che, senza alcuna interruzione, tenga informati, appassioni raccontando storie uniche che si trovano solo sulle nostre «frequenze».

I PRIMI DUE CANALI PODCAST

HO BISOGNO DI TECH - Lo realizzo io, Guido Castellano, che da oltre 20 anni viaggio per il mondo e incontro innovatori, visionari e imprenditori. Visito i loro laboratori e ascolto le loro storie. Ho deciso, quindi, di condividere queste esperienze con i lettori di Panorama. Voglio raccontare come sarà il nostro futuro, in maniera semplice e comprensibile. Allo stesso tempo uso questo nuovo media per narrare la storia della tecnologia in pillole, con aneddotti e curiosità. La prima puntata che potete trovare sul nostro sito, infatti, si intitola: La prima email . Il protagonista del racconto è una persona sconosciuta ai più. Si chiamava Ray Tomlinson un ingegnere del Mit di Boston (purtroppo oggi non c’è più, è scomparso nel 2016 a 75 anni) e del suo esperimento avvenuto 50 anni fa. Era L’ottobre del 1971 e dal suo laboratorio riuscì a far dialogare due «macchine» inviando una email. Ecco, Ray Tomlinson, nome che quasi nessuno conosce, è l’uomo che ha inventato l’email e la chiocciolina che digitiamo ogni giorno per spedire un messaggio di posta elettronica. Non è diventato ricco né, tantomeno, famoso. Ma ha trasformato il mondo. Volete sapere quante email vengono inviate oggi?... 306 miliardi al giorno. Volete sapere la storia dell'email e di come Ray Tomlinson l'ha inventata? Ascoltate il podcast.


ALTROVE, di Marco Morello, è invece un podcast di viaggi. Itinerari di parole, tra vicino e lontanissimo. Racconti di luoghi, fuori dai luoghi comuni. E poi esperienze, tendenze, fughe, più altre evasioni necessarie. La prima puntata è dedicata ai mercatini di Natale. Non un semplice elenco di luoghi che già si conoscono. Qui raccontiamo quelli delle principali capitali europee. Dai giochi in legno fatti a mano di Vienna alle bancarelle bucoliche di Praga passando per gli effetti luminosi di Budapest tanto per citarne alcuni. E poi suggerimenti di Alberghi di charme e luoghi dove gustare specialità della cucina locale. Ascoltate e prendete nota.


I NUMERI DI UN FENOMENO
Per capire l'entità del fenomeno Podcast e l'impennata di utilizzo bastano alcuni numeri. In Italia 1,8 milioni di persone hanno ascoltato almeno un podcast tra il 2018 e il 2019, ma il vero boom di ascolti si è registrato con la pandemia. Nel 2020 sono stati 8 milioni gli italiani che, per noia o puro spirito di sopravvivenza, si sono ritrovati chiusi in casa ad ascoltare contenuti di ogni genere. La società di ricerche Nielsen ha condotto uno studio che ha confermato come i podcast si siano inseriti nelle nostre routine quotidiane. Leggendo lo studio, emerge una fotografia di chi sono gli ascoltatori principali in Italia: in genere giovani nella fascia 18-24 anni, la famosa GenZ, seguiti poi dai Millennials.

Ma i web ascoltatori continuano a salire. Secondo l'Ipsos Digital Audio Survey diffuso lo scorso ottobre, l’ascolto dei podcast ha raggiunto nel 2021 quota 31 per cento tra i 16-60enni (circa 9,3 milioni di persone), con una crescita che consolida la tendenza positiva registrata lo scorso anno (nel 2020 i podcast avevano visto un balzo di ben 4 punti percentuali, passando dal 26 per cento al 30 per cento): una riprova del fatto che la diffusione del format è un frutto stabile e non transitorio del processo di digitalizzazione avvenuto nel contesto pandemico. Il format resta marcatamente giovane (44 per cento di under 35), ma nel 2021 crescono anche i target adulti, laureati (27 per cento) e professionisti (13 per cento).

CON COSA SI ASCOLTANO I PODCAST
Lo smartphone si rafforza ancora come dispositivo più usato per ascoltare podcast (79 per cento), il computer (43 per cento) resta al secondo posto, così come i tablet (26 per cento). Il luogo elettivo di ascolto rimane decisamente la casa (81 per cento), seguita a distanza dalla automobile (29 per cento) e dall’ascolto in strada/camminando (23 per cento), mentre la fruizione sui mezzi di trasporto (19 per cento) è in calo (coinvolgeva il 26 per cento degli utenti nel 2019), probabile frutto dell’impatto della pandemia sulla mobilità.

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