Spotify
Spotify
Spotify
Tecnologia

Spotify cresce con i podcast

Aumentano gli utenti ma pure le perdite, perché gli svedesi stanno investendo tanto per ampliare e diversificare i contenuti oltre la musica

L'obiettivo è sempre lo stesso, cioè aumentare il numero di utenti, ma la strada per arrivarci si fa diversa, perché va oltre la musica e punta sui podcast. Questi ultimi sono il nuovo perno dell'ecosistema che sta sviluppando Spotify, il servizio per l'ascolto di contenuti audio in streaming che continua a crescere e perdere soldi. Non un quadro allarmante, intendiamoci, perché i cosiddetti "anni di investimenti", mirati appunto ad ampliare e diversificare l'offerta dei contenuti per aumentare gli utenti, determinano bilanci negativi restando al contempo la base per aprire nuovi e promettenti scenari, anche a livello economico.

A spiegare le mosse della piattaforma svedese fondata nel 2006 da Daniel Ek e Martin Lorentzon sono i numeri: l'ascolto dei podcast nel corso dell'anno scorso è aumentato del 200%, mentre sono più di 700.000 il numero di podcast disponibili nel catalogo che conta oltre 30 milioni di brani musicali. Si tratta di numeri importanti, perché come evidenziato dalla stessa Spotify, chi ascolta i podcast (la percentuale degli utenti è di poco superiore al 16%) tende a sviluppare un coinvolgimento e una fidelizzazione maggiore rispetto a chi desidera soltanto godersi le proprie hit preferite. Un atteggiamento che, andando al sodo, si traduce in un tasso maggiore di conversione da utente free a pagante, quelli che per evidenti ragioni stanno più a cuore a Spotify.

Va da sé, perciò, che la compagnia prosegue la sua campagna di conquista a suon di acquisizioni. Nel corso degli ultimi dodici mesi sono passati sotto il controllo degli svedesi Gimlet Media, costata più di 200 milioni di dollari e specializzata nella produzione di podcast narrativi, e Anchor, che è l'app più diffusa per confezionare un podcast in maniera semplice e per la quale sono stati sborsati circa 140 milioni di dollari. Il tris è arrivato con Parcast, piattaforma con diciotto podcast dedicati agli ambiti crime e horror, acquisita per 56 milioni di dollari, mentre l'ultimo arrivato è The Ringer, che porta in dote quaranta podcast tra sport e spettacoli, a partire dal popolare appuntamento con il fondatore Bill Simmons, fondatore della piattaforma nel 2016 con il suo show dedicato agli sport Usa.

Per avere una visione d'insieme, tuttavia, si torna sempre ai numeri, che registrano la crescita degli utenti a 271 milioni di utenti attivi mensilmente, con un incremento di 64 milioni nel corso del 2019. Aumentano anche gli abbonati premium, saliti a 124 milioni, con 28 milioni di nuovi arrivati (e un +29% su base annua). L'obiettivo annuale è chiudere il 2020 con almeno 150 milioni di abbonati e 300 milioni di utenti attivi, sfruttando la miscela tra musica e podcast. Guardando oltre i contenuti, le potenzialità ci sono anche perché se Europa, Nord America e America Latina restano i riferimenti principali (il 40% degli abbonati arriva dal Vecchio Continente, il 27% tra Stati Uniti e Canada e il 20% nel Sud America), il resto del mondo, che al momento si limita al 10% degli abbonati paganti, continua a crescere con un ritmo più veloce di tutti gli altri mercati.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti