Pet shop boys
(Tim Walker Studio/Parlophone Records)
Musica

Pet Shop Boys: Nonetheless ci fa ballare sulla malinconia - Recensione

Il quindicesimo album del duo inglese, prodotto da James Ford, è fresco e ispirato come i loro migliori lavori, sia nei brani dance che in quelli adult pop

I Pet Shop Boys, con 15 album pubblicati, oltre 50 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e numerose vittorie ai Grammy Awards e ai Brit Awards, sono il duo electropop di maggior successo nella storia della musica del Regno Unito, come dimostra anche la loro esibizione nella cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra nel 2012. Invece che limitarsi a proporre esclusivamente il Greatest Hits dei loro successi degli anni Ottanta e Novanta, Neil Tennant e Chris Lowe non si sono mai seduti sugli allori, continuando a proporre con regolarità nuova musica e ad esplorare, con il consueto spirito pionieristico, nuove sonorità in linea con il gusto contemporaneo (pensiamo alla recente trilogia degli album Electric, Super e Hotspot prodotta da Stuart Price).

Il 2024 è un anno importante per il duo inglese: i 40 anni del primo singolo West End Girls, il nuovo album Nonetheless, da oggi disponibile in streaming e in diversi formati fisici e cinque concerti-evento alla prestigiosa Royal Opera House di Londra dal 23 al 27 luglio. Il quindicesimo lavoro in studio di Neil Tennant e Chris Lowe è particolarmente atteso perché segna il ritorno del gruppo alla Parlophone, la storica etichetta che ha pubblicato i loro album di maggior successo tra il 1985 e il 2012.

«I Pet Shop Boys e Parlophone hanno avuto una collaborazione creativa e di incredibile successo che è durata più di 30 anni, quindi è una sensazione straordinaria averli di nuovo con noi», ha dichiarato Jennifer Ivory, amministratore delegato di Parlophone. «Uno dei gruppi più innovativi e inventivi del Regno Unito, la loro nuova musica continua a evolversi e a superare i limiti, mentre loro continuano a tracciare la loro strada». Nonetheless è anche il primo album del duo insieme al talentuoso produttore James Ford, che ha già lavorato con artisti del calibro di Arctic Monkeys, Depeche Mode, Blur, Gorillaz e Simian Mobile Disco. «È stato fantastico lavorare con James Ford, che pensiamo abbia portato nuovi elementi alla nostra musica», hanno dichiarato i Pet Shop Boys. «I nostri demo sono a volte piuttosto complicati e James ha osato renderci un po' più minimali, ma anche gli arrangiamenti degli archi sono molto belli. Alcune parti del disco sono piuttosto struggenti, ma speriamo che molte siano anche di un certo livello. È un disco di cui siamo molto orgogliosi».

Nonetheless contiene 10 brani inediti, registrati e mixati a Londra lo scorso anno, principalmente nello studio di James Ford a East London. L'orchestra e le voci di sottofondo sono state registrate presso lo studio The Church a nord di Londra. La musica di Nonetheless è allo stesso tempo coinvolgente e riflessiva, mescolando con grande gusto elettronica, strumenti dal vivo e arrangiamenti orchestrali. Le canzoni sono la quintessenza melodica dei Pet Shop Boys, con un sound fresco e aperto che riunisce i filoni classici della scrittura del duo, proiettandola verso nuove direzioni.

L’album parte in quarta con il galvanizzante singolo dance Loneliness che, con la sua cassa dritta, il basso galoppante, gli archi tridimensionali e le fanfare squillanti, rappresentata perfettamente il sound della band, tanto che qualche malizioso l’ha descritta come una traccia dei PSB realizzata con l’intelligenza artificiale. Feel, originariamente destinata ad un album solista di Brandon Flowers, è un brano electropop romantico e perfettamente levigato da una produzione impeccabile di Ford, che racconta il desiderio e lo struggimento di un innamorato che conta i giorni che mancano al momento in cui potrà di nuovo far visita al suo amante in prigione. «Perché sto ballando/Quando sono così solo» si chiede retoricamente Neil Tennant nella coinvolgente Why am I dancing?, altro probabile tormentone nei prossimi mesi sulle piste da ballo dei locali queer internazionali: anche in questo brano i Pet Shop Boys si confermano maestri assoluti nella sottile arte di esprimere la sensazione dolceamara della malinconia. Non è eccessivo definire un capolavoro New London Boy, che alterna magistralmente lo storytelling evocativo di Being Boring con il proto-rap di West End Girls. La canzone, un classico istantaneo della loro discografia, racconta dettagliatamente il trasferimento di Tennant da Newcastle a Londra nel 1973, con le sue prime esperienze con il mondo delle celebrità e con le discoteche gay in cui tutti ballavano «Roxy e Bowie». Gli archi ricchi di nostalgia e un onirico assolo di sax rendono il brano davvero memorabile. Si torna a ballare con il pop elettrico di Dancing Star, una sorta di Domino Dancing 4.0 che racconta, sopra un synth bass che sembra uscito dal 1985, l’allontanamento dell'icona del balletto Rudolf Nureyev dalla Russia sovietica nel 1961. L’incipit è folgorante: «Amalfi, blue skies, blue sea/It’a long way from Siberia/How did you get here» («Amalfi, cielo blu, mare blu, È molto lontano dalla Siberia, Come sei arrivato qui? »).

Tennant è stato un giornalista musicale a inizio carriera e questi suoi trascorsi sono evidenti nell'intelligenza lirica dei suoi testi, nella sua grammatica perfetta e nel tono leggermente distaccato, tipicamente british, anche quando racconta episodi di vita personale. Scrivere grandi canzoni pop è un'arte, perfettamente esplicata nell’emozionante A new bohemia, che ha il feeling di un classico di Billy Joel degli anni Settanta a cui vengono aggiunti lussureggianti arrangiamenti per archi di Burt Bacharach. Più ironica e leggera è la successiva The schlager hit parade, che fonde vibranti chitarre anni Sessanta con sintetizzatori alla Kraftwerk: emblematico il verso «The future is the past now», quasi un manifesto programmatico del sound del duo, talmente attuale anche nei brani di 40 anni da essere assolutamente contemporaneo, soprattutto nel perdurante revival degli anni Ottanta nel pop mainstream di oggi (The Weeknd, Conan Gray). The secret of happiness è un brano arioso e cinematico, debitore della lezione armonica di Burt Bacharach e perfetto come sigla di chiusura di un film della saga di James Bond. Non c’è tempo di cullarsi nella malinconia perché tornano prepotentemente le mirror ball luccicanti con l’irresistibile Bullet from Narcissus che, tra archi tipicamente disco, batteria elettronica anni Ottanta e chitarre icastiche alla New Order, racconta il dialogo interiore di una guardia del corpo incaricata di proteggere Trump da eventuali aggressioni.

Nonethelesssi chiude in minore, con la cadenzata e solenne Love Is the Law, che racconta per immagini, quasi in modo impressionista, il desolante soggiorno post-prigione di Oscar Wilde in Francia, tra desideri non ancora sopiti e la dolente consapevolezza che il meglio della vita è ormai alle spalle. Dopo un album non del tutto a fuoco come Hotspot, uscito nel 2020 in piena pandemia, i Pet Shop Boys si riallacciano, nel loro ultimo lavoro, alla loro seconda giovinezza artistica tracciata dagli album Electric (2013) e Super (2016). La rinnovata ispirazione del duo viene valorizzata qui dal sapiente tocco di un produttore illuminato come James Ford, abilissimo a sfrondare alcuni barocchismi dei dischi precedenti e ad esaltare al massimo le melodie con un ricorso massiccio all’uso degli archi, mai così presenti nella discografia della band. Non sappiamo se Nonetheless farà acquistare una nuova audience ai Pet Shop Boys, ma sicuramente farà la gioia dei loro fan storici, che troveranno un album fresco, intenso e ricco di spunti interessanti, che alterna brani tutti da ballare a canzoni pop pensate per un pubblico adulto, che ne apprezzerà sia i testi intelligenti che le melodie dolcemente malinconiche.

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Gabriele Antonucci