Karma
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Il Karma: cos'è e come funziona

Il karma è un termine utilizzato da tutti ma conosciuto da pochi(ssimi). Esiste da sempre ed è un concetto fondamentale in molte religioni orientali, tra cui induismo e buddismo, ma spesso utilizzato a sproposito da noi occidentali, che superficialmente lo accumuniamo ad una sorta di fato imperscrutabile, attribuendogli un potere decisivo sulle nostre vite

Il karma significa «azione» in sanscrito ed è una legge cosmica, olistica. E’ una delle chiavi che svelano il funzionamento dell’universo e gestisce gli eventi apparentemente inspiegabili e inattesi che ci sono capitati e che formano la trama della nostra esistenza. E’ un principio armonioso, che subordina conoscenza e liberazione al frutto delle nostre azioni e ci ricorda che, qualsiasi cosa abbiamo pensato o commesso, avremo sempre una possibilità di riscatto per evolverci. Inoltre non ha nulla a che vedere con concetti come “giudizio divino” o “castigo”.

Il karma rappresenta il crocevia tra il fatalismo e il libero arbitrio e ci porta dove noi abbiamo deciso (consapevolmente o meno) di essere portati. Tant’è vero che se un numero maggiore di persone credesse alla potenza della legge del karma, non avremmo mai bisogno di polizia o di sistemi per costruire la pace.

Nessuno a questo mondo può considerarsi immune o esonerato dagli imprevisti e dai problemi. Il karma è il nostro comune denominatore e non guarda in faccia nessuno. Non possiamo combattere o evitare il karma: siamo noi a generalo in ogni attimo della nostra vita. Con il nostro agire siamo responsabili del risultato della legge di «causa ed effetto» che ci accompagna per tutta la vita e che si applica a ogni nostro gesto quotidiano. Ma il karma non ha a che fare con il destino, perché nulla è prestabilito in modo definito e immutabile, tutt’al più prevede che ci sia un motivo per ogni cosa e che ogni cosa accada per un motivo. Altro non è se non il processo evolutivo della coscienza.

La nostra vita è una sequenza di eventi dettati da una serie interminabile di cause ed effetti che ci risultano in genere imprevedibili, poiché sono il risultato di molteplici rapporti con più persone e su più livelli. Ma all’universo non importa se abbiamo ragione o meno di far accadere ciò che abbiamo deciso di innescare. Tutto si muove come un immenso ingranaggio, tanto enorme da risultarci inconcepibile. Dal punto di osservazio- ne più alto, non esistono “bene” e “male”, ma azione e reazione a qualsiasi evento accada sotto ogni profilo, che sia quello emozionale, mentale o fisico. La reazione sarà dettata dall’insieme delle nostre esperienze, dei condizionamenti, dalle emozioni avute nella nostra vita. Non c’è una sola reazione prevedibile, ma molteplici, e sono tutte possibili. Quella che avverrà sarà la dominante in quel preciso momento della nostra vita.

Non tutti gli eventi che accadono nell’universo sono legati al karma, ma, nella vita di un essere umano, che è fatta di azioni dettate dalla mente e dalle emozioni, il karma si veste di destino (o di fato) e non cessa mai di inseguirci, dalla nascita fino alla morte. Il karma, tuttavia, non ha un ruolo giudicante, non punisce e non premia, il suo compito è quello di “servirci il conto”, anche molti anni dopo averlo generato. Il più delle volte non ce lo ricorderemo e rimarremo stupiti, nel bene o nel male, di ciò che ci sarà accaduto, ma sarà sempre il risultato di qualcosa che abbiamo compiuto deliberatamente.

Saper riconoscere l’effetto del karma nella nostra vita ci aiuterà a comprendere e a migliorare (o accettare) le conseguenze che esso avrà generato.

Le 4 caratteristiche del karma:

1. La certezza: un karma positivo (quindi fare del bene perché si desidera farlo e se ne ha la possibilità) creerà sempre un risultato positivo e viceversa;

2. La piena responsabilittà individuale: ognuno di noi incontrerà e sperimenterà sempre e solo un karma creato da sé stesso e non da altri;

3. L’immutabilità: se creiamo un karma, negativo o positivo che sia, esso non potrà mai andare perduto, ma potrà solo, in casi eccezionali, venire estinto;

4. La non-proporzionalità: un piccolo karma positivo può dare grandi frutti.

La purificazione del karma:

Tutte le esperienza traumatiche e dolorose sono dettate dal karma e come tale devono essere accettate, com- prese e superate. Chi non perdona, non accetta, non dimentica, prima o poi si ammala anche gravemente. Secondo le più antiche tradizioni orientali, la malattia e tutte le sue conseguenze sono il risultato di un karma pesante che deve essere purificato. Esiste un programma che agisce a livello sottile e che purifica, incenerendo tutto il karma negativo che risiede nella persona. E’ un percorso che dura 9 giorni - non difficile da eseguire, ma di sorprendente risultato inconscio - che agisce nel mondo tangibile in modo spettacolare. A ogni giorno occorre aggiungere quanto è stato fatto precedentemente. Ecco il programma esposto in modo sintetico:

Giorno 1. Non manifestare scontento: non esprimere per tutta la giornata insoddisfazione per qualsiasi cosa, pensiero o azione che si sta compiendo.

Giorno 2. Non criticare: non giudicare male alcuna cosa, persona o lavoro.

Giorno 3. Osserva il pensiero e l’azione: fai autoanalisi dei tuoi comportamente e pensieri. Impara a osservare il rapporto tra il processo del tuo pensiero e l’azione.

Giorno 4. Svegliati prima del solito: alzati un’ora prima del solito, favorisci il cambo del bioritmo, fai esercizio fisico e sviluppa la consapevolezza del tuo corpo.

Giorno 5: Fai un solo pasto: mangia una sola volta nell’intero giorno, evitando la carne (a causa di alcune proprietà che contiene che servono principalmente per determinati fabbisogni ma non per i processi di puri- ficazione) e cercando di bere molta acqua.

Giorno 6. Pratica la meditazione: all’alba o al tramonto, pratica un’ora di meditazione da solo.

Giorno 7. Fai qualcosa che ti è sgradito: impegnati in qualcosa che normalmente non ti va di fare.

Giorno 8. Fai un gesto altruista: fai qualcosa per gli altri senza che nessuno lo possa sapere.

Giorno 9. Rivedi e ricorda: durante la fase notturna, ripercorri tutta la giornata appena trascorsa. Riesaminala al contrario come se guardassi un film all’indietro.

Il fine ultimo è far sì che il corpo diventi il veicolo del Sé superiore in modo da mantenere pulito il karma. Azzerare il karma negativo è la migliore azione che possiamo fare e non necessita dell’aiuto di nessuno, se non della nostra volontà. Solo così raggiungeremo anche il benessere fisico e le malattie avranno più difficoltà ad aggredirci.

Ricordiamoci che viviamo in un mondo duale, quindi la nostra realtà è governata dalla legge degli opposti, ove noi possiamo dare un significato a una determinata parola perché ne conosciamo anche il significato opposto. Dunque conosciamo il caldo perché abbiamo sperimentato il freddo, così come sappiamo che la luce non può esistere senza l’oscurità, e via dicendo. L’ombra non accettata ci rende malati, la sua integrazione invece ci guarisce. Questa è la chiave per la guarigione: collaborare con noi stessi e con gli altri assecondando la costruttività per imparare nel bene e nel male ad essere la versione migliore che possiamo offrire in questa vita, riuscendo così a favorire un karma positivo che influenzi un genuino funzionamento per l’universo intero, scorrendo con esso consapevolmente e nel bene.

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Francesca Catino