Calisthenics, l'allenamento più amato dalle star
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Calisthenics, l'allenamento più amato dalle star

L'ultima ad averlo definito il segreto della sua (invidiabile) forma fisica è Lorella Cuccarini. Ma sono tante le celebrities che si affidano a questo metodo. Da Jamie Foxx e Bruce Lee.

In una recente intervista, Lorella Cuccarini ha definito il metodo calisthenics il segreto dietro la sua invidiabile forma fisica. Ma la showgirl è solo l’ultima nella lunga lista di celebrities che si affidano a questa disciplina, da Jamie Foxx a Jason Statham, fino all’atleta olimpico Yury Chechi, che alla disciplina ha dedicato un libro intitolato Codice Yury.

Tra i primi personaggi dello spettacolo ad aver scelto di abbandonare l’allenamento con i pesi a favore di una routine di allenamento completo basata sul peso corporeo troviamo anche il maestro di arti marziali Bruce Lee, cui sono stati dedicati diversi programmi di calisthenics che promettono di «allenarsi come un drago».

Il calisthenics (in italiano callistenia) comprendere una serie di discipline sportive affini alla ginnastica. Come spiega Matteo Orlanza, trainer Virgin Active: «Questa pratica nasce nell’antica Grecia come forma di allenamento di fortuna a corpo libero. Per praticarlo si usava quello che offriva la natura. Era così che gli atleti si preparavano ai futuri giorni. Grazie al calisthenics riuscivano ad avere una preparazione generale nelle varie discipline, dalla corsa alla lotta».

Lo stesso termine «calisthenics» deriva da una latinizzazione costruita a partire da due termini greci: καλός (kalós) che significa «bello» e σθένος (sthénos), che significa «forza».

«Oggi il metodo calisthenics si avvicina molto alla ginnastica artistica» prosegue Orlanza. «Si può praticare a colpo libero, lavorando di addome, oppure si possono utilizzare alcuni attrezzi base come le parallele (basse, medie o alte) o gli anelli.

Chi vuole iniziare ad avvicinarsi all’universo del calisthenics deve però prestare attenzione. «Serve un lavoro globale sulla mobilità perché questa pratica va a impattare sulle articolazioni» precisa il trainer Virgin Active. «Quando parlo di mobilità non intendo il classico stretching. Significa lavorare per ampliare il proprio range di movimenti e rafforzarli. Consiglio sempre un percorso di attivazioni per essere più stabili a livello articolare».

I benefici del calisthenics sono molteplici, dal condizionamento muscolare, a un potenziamento significativo del core fino a un miglioramento di equilibrio, agilità e coordinazione. È comprovato anche il suo effetto positivo sul metabolismo del ricambio, con particolare riferimento a quello del glucosio.

«Ogni corpo è diverso, per questo continuo a sottolineare l’importanza di una programmazione adeguata e personalizzata» racconta Orlanza. «L’allenamento varia in base ad alcuni importanti fattori quale l’età, il lavoro, il livello di stress giornaliero. Persino le ore di sonno sono da tenere in considerazione».

In merito alla frequenza ideale dell’allenamento, anche in questo caso il trainer evidenzia la differenza nei bisogni di ognuno. «L’allenamento può essere anche quotidiano, ma dipende tutto dal livello e dalla preparazione di una persona. Si può iniziare praticando calisthenics due o tre volte a settimana per poi arrivare, col tempo, a cinque o sei».

Tra gli esercizi più diffusi tra chi pratica calisthenics troviamo: piegamenti sulle braccia; parallele Dip; varie forme di plank; barchetta; lavori sull’addome.

Ma il calisthenics è davvero l’elisir di giovinezza? «Muoversi è la vera fonte di giovinezza» dichiara Matteo Orlanza.

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Mariella Baroli