In arrivo la tassa sui viaggiatori, ecco chi sarà colpito

Il nuovo balzello sarà introdotto dalle città metropolitane per appianare i debiti lasciati dalle province

Passeggeri

– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Brutte notizie per i turisti che si troveranno a transitare nelle grandi città metropolitane italiane: presto infatti potrebbe scattare la nuova tassa sui viaggiatori, voluta proprio dai sindaci dei grandi centri urbani per ripianare i debiti lasciati in eredità dalle vecchie province ora abolite. Quella che fino a poco tempo fa sembrava solo un’ipotesi sulla carta, nelle ultime ore ha acquisito invece piena dignità legislativa, entrando come emendamento all’interno del Dl sugli enti locali in via di approvazione al Senato. Dunque le nuove Aree metropolitane, da poco partorite dalla riforma che ha portato appunto alla scomparsa delle province, nascono con una sorta di peccato originale finanziario, e per “espiarlo”, hanno già deciso che a pagare saranno i turisti.

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In un primo momento si era pensato di colpire solo i viaggiatori che fossero transitati per porti e aeroporti che si trovassero all’interno del territorio metropolitano definito dalla riforma. Ora invece, lo spettro di applicabilità della nuova imposta è stato enormemente allargato, e andrà ad interessare tutti i porti e gli aeroporti che risultano collocati all’interno della Regione di appartenenza della città metropolitana considerata. Ma c’è di più. L’elenco originario delle aree metropolitane definite dalla legge, e che comprendeva Roma, Napoli, Milano, Torino, Bari, Firenze, Bologna, Genova, Venezia e Reggio Calabria, è stato rimpolpato con l’aggiunta dei porti e degli aeroporti di altre quattro città non comprese nella lista iniziale, ossia: Cagliari, Messina, Palermo e Catania. Praticamente quindi  i viaggiatori che si troveranno a transitare nelle zone sopra elencate, a partire dal prossimo primo ottobre, nel caso la misura fosse approvata, dovranno pagare una tassa del valore di un euro, aumentabile fino a due a discrezione degli amministratori locali, che appunto andrà a finire nelle casse delle aree metropolitane.

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Unico limite individuato nella legge è quello secondo cui ai passeggeri di porti e aeroporti che si trovino nella Regione dell’area metropolitana considerata, ma non direttamente nel suo territorio di pertinenza, potrà essere applicata una tassa fissa pari a un euro. Rimanendo ancora ai dettagli di carattere tecnico, è stato anche già previsto che per i passeggeri degli aerei la tassa si concretizzerà in un'addizionale sui diritti di imbarco che sarà riscossa a cura dei gestori dei servizi aeroportuali. Per i turisti che sceglieranno la nave invece, il nuovo tributo sarà una sorta di imposta di sbarco che toccherà alle compagnie di navigazione riscuotere. In tutta questa vicenda, l’unica consolazione è che il balzello in questione non sarà dovuto dai residenti, dai lavoratori e dai pendolari, categorie alle quali gli amministratori delle aree metropolitane potranno decidere di aggiungerne altre con propria delibera specifica.

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