Borsa: ecco i titoli per il dopo-elezioni

Piazza Affari soffre per per le incertezze politiche. Per gli analisti, è meglio puntare su aziende con un business extraeuropeo come Fiat Industrial o Amplifon e muoversi con prudenza sulle banche

(Credits:Ansa)

Andrea Telara

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Un calo di quasi il 3 punti percentuali a fine mattinata. E' l'andamento di oggi dell'indice Ftse Mib della borsa di Milano, che soffre soprattutto per una ragione: l'incertezza sull'esito delle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, dalle quali potrebbe uscire una maggioranza molto instabile in Parlamento.

LA BORSA, LO SPREAD E IL DOPO ELEZIONI

E così, nel prossimo mese, cioè nella fase post-elettorale, il listino di Piazza Affari rischia di trasformarsi in un campo minato e di muoversi per un po' di tempo sull'altalena, con una prevalente tendenza verso il basso. Per questo, gli analisti di Citigroup consigliano oggi di procedere con molta cautela sul mercato italiano perché, se dalle urne non arriverà un responso chiaro, a Roma potrebbe insediarsi un governo traballante, incapace di mettere in atto delle riforme economiche incisive.

LO SPREAD E LA POLITICA

Dunque, gli investitori della borsa di Milano che non hanno nel portafoglio le azioni giuste, potrebbero vivere presto delle settimane da cardiopalma. Un'attenta selezione dei titoli è quindi un passo obbligato, per evitare molti dispiaceri, almeno nel breve periodo. Non a caso, nei giorni scorsi gli analisti di alcune case d'investimento hanno fatto a gara nell'indicare i nomi di società su cui conviene puntare adesso, per mettersi al riparo da possibili tutbolenze sul listino di Piazza Affari. Ecco nel dettaglio, i loro suggerimenti.

L'INCOGNITA DELLA BANCHE. Tra le case d'affari, c'è molta cautela sulle azioni delle banche italiane, che potrebbero finire di nuovo nella bufera se, a causa dell'incertezza politica, lo spread Btp/Bund dovesse impennarsi nuovamente. La pensano così gli analisti del broker londinese Ig , che consigliano di muoversi con prudenza soprattutto con il titolo di Banca Mps, finita nella recente bufera giudiziaria. Se le prossime elezioni creeranno una situazione di igovernabilità, per gli esperti di Ig le azioni della banca toscana rischiano di arretrare nuovamente verso il prezzo di 15 centesimi (dai circa 22 centesimi attuali). Tra i titoli finanziari, l'ufficio studi di Banca Akros preferisce Unicredit (che ha degli attivi di buona qualità) e Mediobanca (che oggi appare sottovalutata, in rapporto alle partecipazioni che ha nel portafoglio). Di diverso parere sono invece gli analisti di Ubs, che suggeriscono di prendere con le molle un po' tutte le azioni del settore finanziario e, tra le grandi banche, apprezzano soltanto IntesaSanpaolo, mentre su Unicredit hanno un rating neutrale.

I GIOIELLI DEL MADE IN ITALY. In questa fase di grande incertezza, per Banca Akros bisogna guardare invece con maggiore attenzione alle società del settore industriale, che hanno un business molto diversificato all'estero e poco concentrato sul mercato italiano ed europeo. La casa d'affari milanese cita i nomi di Fiat Industrial, Autogrill Stm ma anche quelli di aziende a piccola e media capitalizzazione come Amplifon, Astaldi Recordati, Trevi e Sorin. Per gli esperti di Banca Akros, può essere interessante anche Finmeccanica che, dopo le recenti vicende giudiziarie, ha subito un duro colpo in borsa e oggi viene scambiata a prezzi stracciati. Meno ottimisti sono invece gli analisti di Ig che, in una fase di instabilità politica come quella attuale, ritengono che il titolo del gruppo guidato da Alessandro Pansa possa finire sotto pressione, a causa delle inchieste della magistratura ma anche per i possibili ritardi nella vendita di alcune attività strategiche (come quelle della controllata Ansaldo Energia).

OPPORTUNITA' E RISCHI TRA LE UTILITY. Gli esperti di Ig guardano invece con attenzione ai titoli delle utility energetiche, che sono ancora controllate in gran parte dagli enti locali. Per ridurre il debito pubblico, infatti, il prossimo governo  potrebbe far ripartire un processo di privatizzazioni, con il conseguente inizio di una stagione di M&A (fusioni e acquisizioni) tra le maggiori utility italiane. Non sono invece dello stesso parere gli analisti di Ubs che oggi vedono all'orizzonte alcune incognite che condizionano negativamente il settore energetico (la rinegoziazione dei prezzi del gas e una modifica dei sussidi alle fonti rinnovabili). Per questo, la casa d'affari elvetica oggi consiglia di vendere il titolo di un big del settore come Enel, mentre esprime un giudizio neutrale su Terna, l'azienda che gestisce la rete elettrica nazionale. Nel comparto energetico, tra le azioni preferite da Ubs ci sono invece quelle di Snam ed Eni che hanno un pregio non trascurabile, almeno di questi tempi: in rapporto ai prezzi correnti di borsa, entrambe le società offronto un rendimento in termini di dividendi superiore al 6% su base annua.

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