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(Ansa)
Economia

Bene che l'Italia abbia ricevuto la terza rata Ue per il Pnrr. Spenderla al meglio è un dovere

Il Governo festeggia l'arrivo di altri 19 mld da Bruxelles. Ma siamo davvero agli inizi del lavoro

Ce l’abbiamo fatta, l’Italia ha portato a casa anche i fondi della terza rata del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Il ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr Raffaele Fitto ha confermato infatti che la Commissione europea ha erogato martedì 10 ottobre l’importo di 18,5 miliardi di euro come previsto dal cronoprogramma. Grazie a questo pagamento il nostro Paese ha ricevuto finora un totale di 85,4 miliardi di euro, ovvero oltre il 44% dell’intero Pnrr. Fitto ha sottolineato che ciò dimostra i significativi progressi nell’attuazione del Piano e riflette una stretta collaborazione con l’Unione europea per raggiungere obiettivi complessi. Commentando la notizia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’erogazione della terza rata «un passo importante per un'Italia che torna finalmente a credere nelle sue capacità. È la dimostrazione di come l'Italia e il governo attualmente in carica abbiano affrontato questa questione con estrema serietà».

La terza rata del Pnrr riguarda 54 obiettivi e traguardi conseguiti entro fine 2022 in settori importanti come la giustizia, l’istruzione, la gestione dell’acqua, le energie rinnovabili, le politiche sociali, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, il turismo, la rigenerazione urbana, le politiche sociali, la cybersicurezza, le reti elettriche. Tra i passi importanti ha ricordato la portavoce della Commissione europea Veerle Nuyts rientrano «circa tremila chilometri di hardware e software per segnalamento ferroviario basati. Ciò consentirà una maggiore capacità di traffico sull’Alta Velocità e su altre linee ferroviarie e consentirà ai treni merci provenienti da altri Stati membri dell’Ue di circolare in Italia».

L’ok al pagamento della terza rata era arrivato il 28 luglio scorso, quando la Commissione europea aveva espresso una valutazione preliminare positiva riguardo ai 54 traguardi e obiettivi raggiunti nel 2022 dall’Italia. Un obiettivo, quello relativo ai nuovi alloggi per studenti, non era stato invece coperto dalla valutazione perché il governo italiano aveva chiesto di modificarlo e di sostituirlo con un traguardo da inserire nella quarta rata. Pertanto l'importo inizialmente previsto di 19 miliardi di euro della terza rata è stato decurtato di 519,5 milioni di euro, in relazione al fatto che era stato espunto l'obiettivo sui nuovi alloggi per studenti. Tale importo è stato trasferito alla quarta rata, dopo l'approvazione della proposta di decisione di esecuzione del Consiglio.

Del resto I lavori per lo sblocco dei fondi previsti dalla terza rata hanno richiesto più tempo del dovuto e l'esame della Commissione europea sui progetti legati a questa rata si è protratto per mesi. I controlli della Commissione si erano concentrati su tre misure: le concessioni portuali, per le quali la Commissione ha ritenuto necessario un ulteriore approfondimento, proponendo di limitarne la durata massima, così come stabilito dal decreto inviato al Consiglio di Stato il 14 ottobre 2022; le reti di teleriscaldamento, finanziate con 200 milioni dal Pnrr, di cui Bruxelles aveva messo in dubbio l'ammissibilità; i Piani urbani integrati per quanto concerne l'ammissibilità degli interventi relativi al "Bosco dello Sport" di Venezia e allo "Stadio Artemio Franchi" di Firenze.

Poi sotto la lente della Commissione è finito l’obiettivo di aggiungere 7.500 posti letto per gli studenti entro la fine del 2022. E così si è arrivati il 20 luglio al compromesso di trasferire quest’ultimo traguardo alla quarta rata.

Ora il governo attende il pagamento della quarta rata da 16,5 miliardi. Il 19 settembre il Consiglio Ue ha dato l'ok alle modifiche legate agli obiettivi (28 in totale) che erano da raggiungere entro giugno 2023. «Questa quarta rata farebbe arrivare a una dotazione complessiva di 100 miliardi, quindi una cifra già senza precedenti che è una straordinaria occasione del Paese» ha dichiarato l’8 ottobre il commissario europeo degli Affari economici Paolo Gentiloni, intervenendo al Festival del digitale popolare di Torino. «Solo per il digitale e l'innovazione nel Pnrr ci sono 40 miliardi di investimenti: si tratta di sviluppare la banda ultralarga su tutto il territorio, digitalizzare la pubblica amministrazione e di portare avanti il piano Transizione 4.0 per l'industria. Anche questa è un'opportunità unica. La grande sfida per l'Italia è tornare a crescere a ritmi più alti a quelli cui siamo stati abituati negli ultimi venti anni. Anche grazie al Pnrr negli ultimi due anni ne abbiamo avuto in qualche modo un assaggio. Abbiamo visto la forte ripresa del '21 e '22 quando l'Italia è cresciuta più della media europea. Gli investimenti pubblici sono tornati a salire dopo anni di austerità. Ma abbiamo bisogno di una crescita all'insegna della trasformazione digitale e anche della sostenibilità ambientale e sociale».

Il Pnrr è infatti una grande occasione di sviluppo per l’Italia e a parte qualche incertezza sul fronte della riforma della concorrenza e qualche ritardo che ha obbligato il governo a chiedere alcune correzioni al Piano, l’esecutivo Meloni mostra l’intenzione di non lasciarsi sfuggire questa opportunità.

I Piani nazionali di ripresa e resilienza sono i programmi di riforme e investimenti per il periodo 2021-2026 che gli Stati membri definiscono per accedere ai fondi del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility), nel quadro di NextGenerationEu, il nuovo strumento dell'Unione europea per la ripresa. Il Pnrr dell’Italia è stato definitivamente approvato a livello europeo il 13 luglio 2021 con la Decisione di esecuzione del Consiglio Ue (Cid). La Cid contiene u allegato con cui vengono definiti, in relazione a ciascun investimento e riforma, precisi obiettivi e traguardi, cadenzati temporalmente, al cui conseguimento si vincola l'assegnazione delle risorse, che è articolata in dieci rate entro il 30 giugno 2026. Il Pnrr italiano prevede 132 investimenti e 63 riforme, cui corrispondono 191,5 miliardi di euro finanziati dall’Unione europea attraverso il Recovery and Resilience Facility, suddivisi tra 68,9 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 miliardi di prestiti, da impiegare nel periodo 2021-2026 attraverso l’attuazione del Piano.

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Guido Fontanelli