Il futuro della mobilità
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Il futuro della mobilità
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Il futuro della mobilità

Al via a Torino l’edizione 2022 di Next Generation Mobility, dove si fa il punto su come cambierà il nostro modo di muoverci

Tre giorni dedicati alla mobilità del futuro, questo è Next generation Mobility, l’evento iniziato oggi 3 maggio – aperto fino al 5 – organizzato presso il Museo dell’automobile di Torino, ma anche online come già era accaduto lo scorso anno. L’occasione è preziosa per approfondire le tematiche riguardanti l’applicazione di tecnologie innovative al nostro modo di muoversi, lasciando da parte le ideologie e approfondendo gli aspetti più concreti del loro sviluppo, dalla percezione da parte delle persone alla navigazione, fino all’economia possibile. Istituzioni, aziende, startup e università hanno quindi avuto l’occasione di presentare servizi e prodotti di mobilità. Da ogni sessione specializzata, che spazia dai progetti legati al Pnrr alla mobilità privata fino allo spazio aereo urbano, la decarbonizzazione, la logistica, ed anche connettività, meta-mobilità, scaturisce un confronto che accresce le competenze professionali di chi partecipa come di chi ascolta. Troppe volte, infatti, ci si lascia sedurre e deludere da titoli e annunci roboanti riguardanti una sempre imminente o prossima entrata in servizio di auto senza conducente o di taxi volanti, senza comprendere quale lungo, complesso e costoso lavoro sia necessario per creare le condizioni tecniche e normative, ma anche sociali, affinché queste invenzioni diventino fruibili in sicurezza. Dietro a terminologie spesso abusate da politica e media, ormai divenute lessico comune come “integrazione” e “sostenibilità” si celano invece nuove professioni, ricerche, successi e fallimenti che tracciano il percorso verso la realtà di oggi e soprattutto quella di domani.

Estremamente complesso è comprendere come la cultura dello spostamento personale potrà evolvere, e seppure ci sia ancora chi sostiene la necessità di pensare a una “eliminazione” delle auto di proprietà, è interessante scoprire che soltanto una piccola parte dei cittadini europei ne farebbero davvero a meno. Ma che la maggioranza sarebbe disposta a usare più frequentemente mezzi pubblici qualora fossero più frequenti, puliti e dotati di servizi per poter garantire lo stesso confort di un mezzo privato.

Riguardo il settore aeronautico, i droni sono ormai tecnicamente maturi per poter operare nel tessuto urbano, ma lo spazio aereo più vicino al suolo è anche l’ambiente più complesso per organizzazione e quantità di operazioni diverse, dall’elisoccorso alle scuole di volo, fino ai voli delle forze dell’ordine e dei trasporti sanitari. E che integrare tutti questi servizi è particolarmente difficile.

Non mancano sessioni tecniche molto approfondite sulla tecnologia delle batterie, in rapida evoluzione ma non ancora dotate di sufficiente potenziale per dare energia a macchine volanti che possano compiere rotte medio lunghe. Le tematiche specializzate vanno dalla Urban Air Logistics ai corridoi aerei urbani; si parla di controllo del traffico aereo urbano, di sistemi di localizzazione e navigazione ad alta precisione e della dipendenza dal sistema di navigazione satellitare Gps, nonché della sua sicurezza. Il tutto grazie ai contributi di operatori, specialisti, imprenditori e ricercatori. Per chi volesse partecipare, il Museo dell’Automobile di Torino è a portata di treno e bus, le sessioni vengono trasmesse in streaming e tutte le presentazioni saranno disponibili online su: Next Generation Mobility – Torino (ngmobility.it)

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