Claudia Astarita

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Ogni anno a dicembre Bloomberg pubblica una "Guida del Pessimista" con le congetture più fosche per l'anno a venire. Un esercizio a metà tra il serio e il faceto, che però ha in passato azzeccato non poche previsioni. La Guida 2017 è appena stata completata e tratteggia un futuro decisamente inquietante, partendo dall'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca.

Proteste violente negli Stati Uniti
Si ipotizza infatti che l'opposizione al magnate/presidente si radicalizzi e che movimenti come Occupy Wall Street o Black Lives Matter si coalizzino e diano vita a proteste anche violente, causando reazioni repressive. La tensione che ne deriva induce, da un lato, divisioni all'interno del Partito Repubblicano e, dall'altro, l'emergere di un polo democratico estremista il cui cuore diventerebbe la California, dove uomini d'affari progressisti come Elon Musk, fondatore di Tesla, prendono la guida del movimento.

Il rafforzamento della Russia
Le politiche di Trump provocano divisioni anche all'estero. A causa di un isolazionismo statunitense sempre più marcato, la Germania e, a ruota, gli altri Paesi europei decidono di allentare le tensioni con la Russia piuttosto che innescare una nuova corsa agli armamenti dei cui costi dovrebbero farsi carico. Ne esce rafforzato Vladimir Putin, che vede finalmente riconosciute le proprie ambizioni su Siria, Ucraina e Bielorussia e che annuncia il proprio ritiro, avendo completato la missione di riportare il Cremlino agli antichi fasti.

La guerra economica con la Cina
Con la Cina, invece, le cose vanno diversamente. Trump assume un profilo aggressivo e innesca una guerra commerciale con Pechino, che ha come risultato quello di far sprofondare l'economia cinese (e quelle di molti altri Paesi asiatici) in una profonda depressione.

Le conseguenze dell'addio alla Nato
Nel frattempo, gli Stati Uniti danno un'ulteriore accelerata in termini di disimpegno. Con l'addio alla Nato, i principali nemici degli Stati Uniti si sentono autorizzati a un'escalation che porta l'Isis a espandere la propria influenza in Asia centrale e la Corea del Nord a rafforzare il proprio arsenale nucleare. Con il risultato di costringere Trump a chiedere aiuto proprio alla Cina per rimettere ordine in Asia.

Problemi in Europa e Medio Oriente
Altre brutte notizie in Europa e in Medio Oriente. Nel Vecchio Continente, la situazione di incertezza funge da propellente per i partiti populisti e di estrema destra, portando al governo Marine Le Pen in Francia e Beppe Grillo in Italia. Un'ondata antieuropeista travolge le istituzioni comunitarie, con la cancellazione di Schengen e il rinfocolarsi di una grave crisi monetaria. Poco distante, la crisi in Yemen provoca una situazione di grave instabilità e un golpe in Arabia Saudita, la cui nuova leadership porta il Paese in guerra con l'Iran, storico rivale per l'egemonia regionale.

Messico e Cuba
Le cose non vanno meglio nelle nazioni più vicine agli Stati Uniti. Trump abbandona la politica di pacificazione con Cuba, che quindi decide di rivitalizzare i legami con Mosca e anche con Pechino; il Messico, invece, precipita nel caos a causa della costruzione del muro al confine, del ritorno in patria di centinaia di migliaia di immigrati e della fine dei vantaggi economici derivanti dal Nafta.

Il potere di internet
Fantapolitica? Solo il tempo potrà dircelo, ma nel frattempo saranno le nuove tecnologie a intrattenerci, con Amazon, Apple and Google che ci confermeranno come i governi seguano e schedino ogni nostro piccolo movimento, e Wikileaks non apetta altro che l'inizio di gennaio per condividere tanti dettagli succosi sul passato di Trump.

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