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Twitter crolla in Borsa: colpa dei pochi utenti

Ricavi in crescita, utili sopra le attese, perdite in calo. Ma l'aumento di chi cinguetta è sotto le stime e preoccupa

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Jack Dorsey, CEO di Twitter – Credits: JUSTIN TALLIS/AFP/Getty Images

Twitter in rosso, affonda in Borsa sulla scia della deludente crescita degli utenti.

La società che cinguetta chiude il quarto trimestre con perdite per 90,2 milioni di dollari, in calo rispetto ai 125,4 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Al netto si alcune partite contabili, l'utile per azione è di 16 cent, sopra le attese degli analisti.

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I ricavi salgono a 710,5 milioni di dollari dai 479,1 milioni del 2014. Il numero degli utenti che ha avuto accesso al servizio almeno una volta al mese si è attestato a 320 milioni, stabile rispetto ai tre mesi precedenti e in aumento del 9% rispetto al quarto trimestre dell'anno precedente. Un numero che è inferiore alle attese di Wall Street, che ha bocciato Twitter facendola calare fino al 12% nelle contrattazioni after hours.

A pesare sui titoli sono anche le stime sotto le attese per i ricavi per il primo trimestre. Twitter attende 595-610 milioni di dollari di ricavi per i primi tre mesi dell'anno. Gli analisti scommettevano su 627,6 milioni di dollari.

Il rilancio atteso
Twitter sta cercando il rilancio sotto la guida dell'amministratore delegato Jack Dorsey. Il suo arrivo ha sollevato il morale dei dipendenti e degli investitori, che hanno accolto positivamente il suo ritorno. Ma ora l'attesa è per i risultati. Secondo alcune stime, Twitter dovrebbe conquistare quest'anno il 9% della spesa pubblicitaria mondiale sui social network, contro il 65,1% di Facebook. Grande la distanza con Facebook anche per il numero di clienti, 320 milioni contro gli 1,5 miliardi di amici della società guidata da Mark Zuckerberg.

Dorsey punta a semplificare il servizio per renderlo più appetibile al grande pubblico. E uno dei passi in questa direzione è l'algoritmo che cambia l'ordine dei cinguettii, visualizzati in base alla rilevanza e non in ordine cronologico, come avviene per i post di Facebook. Un cambio contestato dagli utenti, che lo vedono come un modo per snaturare il servizio.

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