Authority dei trasporti, si litiga sulle poltrone

È attesa da marzo scorso. Con una terna di manager. Che ora, azzerati, lasceranno il posto a nuove nomine

Mauro Moretti

Stefano Caviglia

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Assomiglia sempre più alla tela di Penelope l’Authority che dovrebbe vigilare sull’apertura del mercato dei trasporti in Italia. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera la annunciò in pompa magna il 4 dicembre scorso, e tutti ebbero l’impressione che sarebbe stata questione di poche settimane, due o tre mesi al massimo. È passato quasi un anno e la sua partenza non si vede ancora neppure all’orizzonte. L’ostacolo maggiore, come spesso accaduto in questi mesi anche su altre vicende, è quello di mettere d’accordo i partiti (che devono dare il loro voto nelle commissioni Trasporti di Camera e Senato) sull’assegnazione delle relative poltrone.

In questo caso solo tre ma decisamente pesanti, visto quel che la nuova Authority potrà spostare in termini di interessi economici in tutto il settore dei trasporti: dalla concorrenza nelle ferrovie alle scelte strategiche in fatto di strade, porti, aeroporti. A giugno il governo ha designato ufficialmente una terna composta dall’economista Mario Sebastiani (come presidente), dal direttore generale delle infrastrutture al ministero del Trasporti Barbara Marinali e da Pasquale De Lise, ex presidente del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato. Il Pd fece subito capire che quest’ultimo non l’avrebbe mai votato a causa sia dell’età avanzata (ha 75 anni) che delle sue presunte relazioni con personaggi poi finiti nell’inchiesta sulla “cricca”.

Da allora governo e partiti le hanno provate tutte per raggiungere un accordo, ma nessun nome alternativo è riuscito a far andare i pezzi del puzzle al loro posto. La situazione è diventata così imbarazzante che perfino l’amministratore delegato di Fs Mauro Moretti, che dalla nascita dell’Authority dovrebbe aver da temere più di chiunque altro, si è concesso l’altro giorno una battuta apparentemente ironica, dicendo che anche per lui il rinvio sta diventando un problema.

A quanto ci risulta nei giorni scorsi il governo ha finalmente preso atto che bisogna voltare pagina, azzerando la terna presentata a suo tempo in Consiglio dei ministri. Altrimenti non se ne esce. Quindi non solo non ci sarà De Lise fra i commissari della nuova Authority, ma neppure Sebastiani e Marinali, nonostante la seconda fosse fortemente caldeggiata dal ministro Passera. Ora si riaprirà una nuova girandola di candidature. Se tutto va bene la soluzione arriverà a ridosso della fine dell’anno, quando Mario Monti e i suoi ministri, ormai alle ultime bracciate del loro percorso, potranno forse permettersi qualche margine di autonomia in più dai partiti che sostengono il governo in Parlamento.

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