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Economia

Accertamenti fiscali, cosa succede dopo la pausa estiva

I contribuenti avranno più tempo per presentare ricorsi contro eventuali provvedimenti ricevuti nel mese di agosto

Le vacanze sono finite ormai quasi per tutti e ovviamente anche per il fisco. Finisce oggi dunque quella sorta di vera e propria moratoria dei tempi di risposta agli accertamenti fiscali lanciata quest’anno per agevolare i contribuenti. In pratica, sulla base di una legge, l’Agenzia delle entrate ha disposto che qualsiasi provvedimento ricevuto nel mese di agosto possa usufruire di un tempo più lungo per fornire chiarimenti ed eventualmente presentare ricorsi. In pratica avremo trenta giorni in più per poter fare luce sulla nostra posizione. Chiunque infatti avesse ricevuto una comunicazione da parte del fisco nel mese di agosto, deve considerare che i classici 60 giorni di tempo per rispondere, non scattano come al solito al momento del recepimento materiale del documento, bensì a partire dal primo settembre.

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Facciamo allora un esempio pratico per capire meglio la procedura: se ci è stato recapitato un accertamento fiscale ad esempio il 16 agosto, non dovremo presentare un eventuale nostro ricorso entro il 16 ottobre, come da prassi. I tempi tecnici di risposta infatti scattano, come detto, a partire da oggi, e dunque avremo modo fino alla fine di ottobre, ovvero dopo sessanta giorni, di far pervenire al fisco eventuali nostri chiarimenti. Lo stesso vale ad esempio nel caso di sentenze, che possono essere contestate nei sei mesi successivi. In questo caso avremo tempo fino alla fine di febbraio. Si è trattato dunque di un bel modo per cercare di agevolare i contribuenti che spesso nel mese di agosto sono in ferie e non possono dunque sfruttare appieno le quattro settimane in questione per presentare le proprie rimostranze.

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Da qui proprio l’idea di non considerare proprio agosto nei termini di scadenza dei provvedimenti fiscali, che dunque si sono allungati di un mese. Nei programmi dei relatori della legge che ha dato via libera a questa nuova procedura, ci sarebbe stata anche l’intenzione di interrompere nello stesso mese di agosto anche i termini di scadenza di alcuni pagamenti, misura che però per il momento non è stata approvata e che però potrebbe essere ripresentata in un prossimo futuro. Anch’essa infatti agevolerebbe non poco i tanti italiani costretti magari ad eseguire versamenti di carattere fiscale proprio nei giorni di vacanza. È quanto mai importante infine sottolineare che l’agevolazione che prevede lo slittamento di tutto il mese di agosto sui termini per la presentazione di ricorsi ad eventuali accertamenti fiscali, vale solo nel caso di importi non superiori ai 20mila euro, somma calcolata al netto degli interessi e delle sanzioni. Per cifre superiori il beneficio in questione non è valido.

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