Blog

Dove la natura e l’uomo si incontrano

E’ ormai estate da 50 giorni, ma a Milano ancora non lo si percepisce tra acquazzoni, malcontento, stanchezze di fine lavoro, per questo vorrei farvi viaggiare in un’isola che c’è ed è più vicina che mai, se solo i sardi …Leggi tutto

E’ ormai estate da 50 giorni, ma a Milano ancora non lo si percepisce tra acquazzoni, malcontento, stanchezze di fine lavoro, per questo vorrei farvi viaggiare in un’isola che c’è ed è più vicina che mai, se solo i sardi capissero come collegare i ponti con i costi che ci dividono dal benessere a portata di mano. Un mare che tutti ci invidiano e una natura lontana dal caos che ci fa rinascere. Sto parlando di una parte della Sardegna non molto conosciuta.

Di un terreno a pochi kilometri da Oristano, Narbolia. Dove si incontra il mondo, perché parlano tutte le lingue e dove ci si può immergere nella cultura e nei valori di una regione meravigliosa. Sono rimasta affascinata da alcune spiagge, da alcuni villaggi rimasti agli anni 60, dove ancora le orchestre suonano in mezzo alla strada e le persone si salutano, togliendosi il cappello dalla testa. I pescatori al calar del sole issano le rete e portano il pescato nella piazza del mercato.

La storia di questo posto nasce nel 1951, dove vicino ai villaggi della costa si decise di presentare un progetto che prevedeva la sistemazione del litorale e il consolidamento delle sabbie mobili con una fascia costiera di protezione sul Golfo di Oristano. Un progetto quasi fantascientifico se si vedono le prime foto di questo spazio dove l’uomo ha costruito e continua a costruire un paradiso terrestre fatto su misura, rispettando la natura. Tra semine e trapianti delle essenze forestali di pino domestico e d’aleppo, di acacia australiana e tamerici ci si immerge in un mondo dove si vede la luce.

Per la bonifica lavorarono dagli spaventa-allodole, agli acquaioli e poi gli artiglieri, perché la guerra aveva seminato la zona di mine. Gli artificieri trovarono così lavoro e tutto cominciò a trasformarsi e lentamente a germogliare. Dal niente, dal deserto insalubre, grazie al lavoro sapiente dell’uomo, al tutto. E’ Francesco Bobbià, il direttore di quella che oggi è una vera oasi di benessere che orgoglioso ci racconta le vite e il lavoro di questa Sardegna ancora in parte da scoprire.

Oggi questo posto si chiama IS ARENAS è un ambiente ecosostenibile intelligente. Uno spazio nuovo che non ricorda affatto la fatica di questo percorso. Una pineta sconfinata diventata area protetta con un giusto equilibrio tra la tutela ambientale e il turismo sostenibile. IS Arenas è anche un  resort con un percorso GEOcertified, grazie alla tutela in ambito energetico, all’utilizzo delle acque, al rispetto delle biodiversità e allo sviluppo della comunità locale. Un percorso di 18 buche ( par 72) lo fa risultare come uno dei più bei posti per giocare a golf in Italia per completezza e per tecnicità. 700 ettari di pineta che arrivano fino al mare cristallino della Sardegna.

Un’oasi di profumi, silenzio, meditazione nella macchia mediterranea. Un modo nuovo per ritrovare i sapori della tradizione e l’innovazione verso il nostro futuro. Un modo per evadere dalle nostre città e per ritrovare noi stessi.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti