"Il posto delle donne" di Rossana Campo: l'erotismo lesbo

Ovvero la ricerca dell'amore perduto, la speranza di amare e di essere amati

Rossana Campo, Il posto delle donne (particolare della cover) - Credits: Ponte alle Grazie

Valeria Merlini

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Se penso a questa autrice genovese penso al suo esilarante romanzo In principio erano le mutande. Il cui epilogo è sempre con me: "L’'more quando ci si mette è proprio bello" (parola più, parola meno).
Finalmente ritrovo Rossana Campo. Mi ero persa, mi era mancata. Il suo nuovo romanzo, Il posto delle donne (Ponte alle Grazie ) ha un filo comune al resto, al suo passato. Le donne, gli amori, le loro storie. Ma ancora l’erotismo che incontra la potenza delle emozioni.

In Il posto delle donne si legge del pianeta lesbo o quantomeno bisex (perché "il lesbismo attrae e spaventa ogni donna, perché ogni donna è lesbica in potenza, il fatto è che resta tutto nascosto a livello inconscio"). Ma non solo. Non voglio far risentire la Campo. Quindi posso anche aggiungere che la protagonista del suo romanzo appartiene "a quel genere di ragazze che parlano da sole, borbottano sedute in un angolo di un bar e tirano pugni contro il vento”.

Questa è Emma, mollata da Carmen che è andata con una Claire Morgan, ossessionata dall’idea di scoprire chi ha ucciso Punketta-Maxine, ma che nel frattempo inizia una forse relazione con Christelle, continuando le sue indagini del tutto personali passando attraverso Catherine e Alicia, coadiuvata dalla fedele amica Kiki. Sembra facile…

Punketta-Maxine ha insegnato a Emma che "le belle donne non vogliono come amanti le belle, vogliono qualcuna in grado di farle godere e di adorarle".
Mentre Kiki la tiene in guardia grazie alla sua filosofia di vita, quella che le fa dire che "nella mia vita ho incontrato tante donne, amiche, amanti, clienti, nel mio salone, nei bar, in giro, mi hanno raccontato le loro storie, e io mi sono fatta un’idea. Molte di noi vivono ancora chiuse in una gabbia, a livello emotivo".

Ma non è tutto qui. Emma si scontra con una realtà quanto mai attuale e deprimente, quella in cui "è diventato naturale urlare contro le persone che non hanno potere, è diventato naturale togliere il lavoro, togliere i diritti, trattare gli esseri umani come merde".
Le riflessioni sono quelle che scaturiscono dalla sua quotidianità, dal quel vuoto che pare incolmabile che le ha lasciato Carmen perché Emma “non lo sapeva che si poteva diventare tanto tristi fino a quel punto”.

L’amarezza aleggia nelle pagine del libro: "Forse il mondo andava verso questa direzione, si prende quello che si vuole, quello di cui abbiamo bisogno, e poi, quando non ci serve più si passa ad altro, senza essere troppo sentimentali". Perché in fondo non si riesce ad occuparsi di noi stessi abbastanza bene, si cerca sempre qualcuno che lo faccia al posto nostro. Può andare bene, può andare male. In quest’ultimo caso, la ricerca continua. Perché il desiderio più grande che abbiamo "è una voglia improvvisa di nubifragio del cuore".

La Campo spinge il lettore a una riflessione: usare la violenza oppure insistere ad amare? Amare di quell’amore che ti spinge a guardare una persona andare via, ma non fino a che scompare, perché non si sa mai che poi si volatilizzi del tutto? Il finale è carico di speranza, di dolcezza e ti lascia con un sorriso. Rossana Campo, felice di averti ritrovata.    

Il posto delle donne
di Rossana Campo
Ponte alle Grazie, 2013
144 pagine, 10 euro

@violablanca

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