Mediafriends 2013 e Mondadori: uniti per aiutare i bambini

Per dare sostegno e speranza ai bambini che si trovano in condizioni di disagio, esce in libreria Le più belle storie del sorriso

la copertina del volume: Le più belle storie del sorriso

Redazione

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Dopo il successo riscosso dai precedenti libri, torna l'iniziativa di solidarietà promossa da Mediafriends (l’associazione Onlus di Mediaset, Mondadori e Medusa) e Mondadori.

Da oggi esce in libreria il volume  Le più belle storie del sorriso (18 Euro). Un unico libro per celebrare il decennale della Onlus che raccoglie le dieci storie più belle delle precedenti edizioni, raccontate da Gerry Scotti e dalle voci di R101 (Paolo Cavallone, Cristiano Militello, Sara,  Marco Balestri, Paolo Dini e Lester, Flavia Cercato, Chiara Lorenzutti e Alberto Davoli,) e illustrate da Paolo D’Altan.

In questi dieci anni, Mediafriends Onlus ha realizzato progetti di solidarietà che hanno permesso a molti bambini di ritrovare il sorriso, o di vederlo nascere per la prima volta. Tra questi progetti ci sono i “Libri del Sorriso”, che ogni anno grazie alla collaborazione di molte persone, dai testimonial d’eccezione alle voci degli speaker radiofonici, fino ad arrivare a tutti coloro che hanno acquistato i volumi, hanno contribuito al finanziamento di opere di grande valore sociale volte a migliorare la qualità della vita dei più piccoli.

È soprattutto grazie alle associazioni che operano sul territorio e offrono ai bambini la possibilità concreta di un futuro migliore, che le storie raccolte in questo volume hanno avuto un lieto fine. Ma c’è ancora tanto da fare, costruire, cambiare per portare la serenità e la speranza sul viso di altri bambini, tanto impegno ancora da mettere in nuovi progetti. Perché ogni bambino ha diritto a un sorriso, e a una storia bella come una fiaba.

I proventi del volume saranno devoluti a Mediafriends Onlus che quest’anno aiuta l’Associazione CAF Onlus – Centro di aiuto al bambino maltrattato e alla famiglia in crisi- nata nel 1979 come primo Centro in Italia dedicato all’accoglienza, alla terapia e allo studio del maltrattamento infantile e dell’abuso.

Nell’intento della sua fondatrice, Ida Borletti, il CAF doveva essere un luogo innovativo nel quale accogliere e curare, in maniera specifica e professionale, bambini con ferite relazionali profonde legate alla sfera familiare, con l’obiettivo di spezzare la catena che troppo spesso trasforma i minori vittime di violenza in adulti violenti.

In quasi trentacinque anni di attività, grazie alla generosità di tante persone che hanno creduto in questo concreto progetto di solidarietà, il CAF ha potuto aiutare circa 1000 bambini allontanati dal proprio nucleo familiare e offrire un importante sostegno alle loro famiglie.

Sono tre le aree di intervento su cui il CAF lavora quotidianamente:

La prevenzione dell’abuso e del maltrattamento sui minori, da un lato attraverso interventi domiciliari di operatrici specializzate all’interno di nuclei familiari che presentano particolari fattori di rischio, volti a prevenire situazioni che potrebbero provocare abbandono e maltrattamento di minori nella fascia 0-2 anni; dall’altro lato attraverso uno spazio aperto rivolto a neomamme di bambini nella fascia 0-3 anni che hanno bisogno di potersi confrontare con altre mamme e con figure esperte in questa fase delicata della loro vita.

L’accoglienza di minori tra i 3 e i 18 anni, vittime di gravi traumi fisici e relazionali, all’interno di Comunità Residenziali psico-educative. All’interno di queste strutture, concepite come case temporanee, rifugi sicuri capaci di contenere le angosce e la reattività dei minori ospiti, operano équipe specializzate che lavorano con loro sulle problematiche legate al trauma subito e alle diverse esigenze educative della crescita.

Il sostegno alla famiglia, rivolto da un lato alle famiglie d’origine, attraverso interventi psico- educativi volti a favorire il recupero delle funzioni genitoriali a partire dalle motivazioni personali, familiari e sociali che non hanno permesso ai genitori di offrire adeguate cure e sicurezza ai figli. Dall’altro alle famiglie affidatarie, supportandole nel difficile percorso di accoglienza e accompagnamento di minori che provengono da situazioni di grave difficoltà familiare.

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