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Inaugura venerdì 28 ottobre a Torino, presso CAMERA, il Centro Italiano per la Fotografia, la mostra Around Ai Weiwei: Photographs 1983-2016, che approfondisce il rapporto con la fotografia e il video di uno dei protagonisti indiscussi dell'arte contemporanea, figura provocatoria e controversa, centrale nel dibattito culturale, sociale e politico, cinese e internazionale.

Attraverso un percorso che include materiali fotografici e video, tra cui alcuni documenti inediti, l'esposizione mette in evidenza i diversi momenti del percorso artistico di Ai Weiwei (Pechino, 1957), indagando la sua poetica artistica. Partendo dagli esordi dell'artista e dalla sua genesi come personaggio pubblico e icona del mondo asiatico, stimola una riflessione sul modo in cui l’ambiente contemporaneo lo abbia trasformato, piuttosto che interrogarsi su "chi" Ai Weiwei sia diventato.

"In un panorama di mostre che esibiscono le opere monumentali di Ai Weiwei abbiamo concepito questo progetto – racconta il curatore Davide Quadrio - espressamente per riorientare lo sguardo del pubblico verso gli elementi documentari che circondano la vita dell’artista, in quanto testimonianze del suo affascinante viaggio come uomo, creatore e attivista. Per i più, Ai Weiwei è ormai un prodotto globale di origine cinese."

Il percorso espositivo comincia con un'immagine scelta dall'artista stesso: un autoritratto fotografico del 2003 dal titolo The Forbidden City during the SARS Epidemic. In questa immagine di intenso significato, Ai Weiwei è solo nella Città Proibita, svuotata dall'epidemia che isolò la Cina dal resto del mondo per sei mesi, riducendo a città fantasma moltissimi villaggi e cittadine. Collocandosi nel punto in cui la cosmogonia del potere è più̀ forte, nel centro imperiale dell'universo, la figura solitaria dell'artista crea una zona di silenzio, un punto zero a partire dal quale la mostra rivela al pubblico le peculiarità̀ dell'opera di Ai Weiwei.

All’ingresso di Camera il visitatore è posto di fronte all’opera monumentale Soft Ground, un tappeto lungo 45 metri con una riproduzione fotografica in scala 1:1 delle tracce lasciate da carri armati su una carreggiata a sud-ovest di Pechino. Un ricordo della crisi di Piazza Tienanmen del 1989, momento chiave nella storia contemporanea della Cina e del mondo intero, che ha influenzato e ancora influenza la produzione artistica cinese.

Il percorso si sviluppa poi in modo cronologico e per capitoli tematici. Accanto ai segni dei cingolati di piazza Tienanmen, scorre la vita di Ai Weiwei nel contesto newyorkese con una serie di fotografie intitolate New York Photographs 1983-1993: 80 scatti, come fermi immagine di un film in bianco e nero, restituiscono una sequenza di momenti privati e incontri che l'artista fece quando visse negli Stati Uniti.

Le due opere video Chang’an Boulevard ("Viale Chang'an") e Beijing: The Second Ring ("Pechino: il secondo anello") descrivono lo scenario della capitale cinese nei primi anni 2000. Ai Weiwei documenta attraverso riprese di paesaggi urbani e frammenti di vita le radicali trasformazioni che investono Pechino, dissezionando e indagando una città in continua metamorfosi.

Di grande importanza è la rara video-intervista condotta da Daria Menozzi, Before Ai Weiwei ("Prima di Ai Weiwei", 1994, montata nel 2009) che mostra l’artista coinvolto in un dialogo intimo, offrendoci uno scorcio dei primi anni del suo ritorno in Cina dopo il soggiorno newyorkese. Un documentario pressoché inedito che conferma il decisivo contributo dell'artista all’interno del discorso intellettuale, culturale e artistico nella Cina degli anni Novanta.

Le Beijing Photographs 1993-2003 ("Fotografie di Pechino, 1993-2003") è una serie inedita di fotografie che ritrae la vita, le azioni e l'entourage di Ai Weiwei appena prima del rapido processo di trasformazione che avrebbe reso Pechino la città globale di oggi. 

Around Ai Weiwei: Photographs 1983-2016 
a cura di Davide Quadrio
28 ottobre 2016-12 febbraio 2017
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, Torino


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