Venezia 2013, Eva Riccobono madrina della Mostra del cinema

Sarà lei ad aprire la cerimonia d'inaugurazione, a cui seguirà la proiezione del film Gravity di Alfonso Cuarón

Eva Riccobono da Francesco Scognamiglio – Credits: (Foto Ansa/Claudio Onorati)

Simona Santoni

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La Biennale di Venezia continua a svelare dettagli di come sarà l'edizione numero 70 della Mostra del cinema, diretta da Alberto Barbera e presieduta da Paolo Baratta (al Lido dal 28 agosto al 7 settembre 2013).

Rivelato il film d'apertura, ecco che viene reso noto il volto della madrina: dopo Kasia Smutniak, raccoglie il testimone Eva Riccobono, modella di calibro internazionale arrivata al cinema nel 2008 grazie a Grande, grosso e Verdone di Carlo Verdone, quindi vista in E la chiamano estate (2011), Passione sinistra (2013), Niente può fermarci (2013).

Spetterà a lei aprire e chiudere la rassegna, sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema al Lido).

La cerimonia di inaugurazione sarà seguita dalla proiezione in 3D del film (fuori Concorso) Gravity, diretto da Alfonso Cuarón e interpretato da Sandra Bullock e George Clooney, una produzione Warner Bros. Pictures. Il legame del regista messicano con la Mostra di Venezia risale al 2001, quando il suo Y tu mamá también vinse l'Osella per la miglior sceneggiatura (di Carlos e Alfonso Cuarón) e il Premio Marcello Mastroianni (per Gael García Bernal e Diego Luna).

Il 7 settembre l'attrice condurrà la cerimonia di chiusura, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali. 

Altro particolare svelato è il nuovo manifesto ufficiale: si tratta di un omaggio al cinema di Theo Anghelopulos e di Federico Fellini, realizzato da Simone Massi, animatore, regista e illustratore della sigla che dallo scorso anno introduce le proiezioni ufficiali della Mostra, premiato col David di Donatello 2012 per il miglior cortometraggio. L'immagine rimanda a un'inquadratura del film L'eternità e un giorno (1998) di Anghelopulos, interpretato da Bruno Ganz. Un uomo di spalle agita le braccia in direzione di una barca che, in lontananza, trasporta un bambino e un rinoceronte. Una citazione autoironica del manifesto dello scorso anno (a sua volta ispirato a E la nave va, 1983, di Federico Fellini), che segna una continuità e un superamento allo stesso tempo. Un invito anche a guardare oltre, a viaggiare con l'immaginazione.

La sigla ha una durata di 30 secondi, ottenuti da 300 disegni realizzati a mano che citano Fellini, Anghelopulos, Wenders, Olmi, Tarkovskij, Dovenko. Massi ha ideato la sigla con il contributo di Fabrizio Tassi. 

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