Federico Fellini: le scene memorabili dei suoi film

Un ricordo del regista scomparso vent'anni fa, attraverso i trailer e le immagini dei suoi capolavori

Eugenio Spagnuolo

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Anita Ekberg che fa il bagno nella fontana di Trevi, in La dolce vita, è solo la scena madre. Ma il cinema di Federico Fellini è ricchissimo di momenti memorabili. Visioni di un'umanità dolente e giocosa, dove bastano pochi fotogrammi per riconoscere la firma del genio. Anche i film della sua seconda giovinezza, quelli girati negli anni tristi del cinema italiano, come Ginger e Fred non sfuggono a questa regola. E oggi, a vent'anni dalla morte di Fellini, conservano intatto il potere dell'affresco di un'epoca (e quello del sogno). Anche solo per pochi minuti.

 

I vitelloni (1953)

5 giovani a Rimini, nell'Italia del dopoguerra. Il termine che da quel momento entrerà prepotentemente nel linguaggio italiano per indicare i nullafacenti, era usato a Pescara, città natale dello sceneggiatore: Ennio Flaiano.

 Le notti di Cabiria (1957)

Il film che vinse l'Oscar come miglior film straniero, confermò il talento di Giulietta Masina, moglie di Fellini, e quello di un grande sceneggiatore: PierPaolo Pasolini.

 

La dolce vita (1960)

La scena madre del cinema di Fellini: Anita Ekberg e Marcello Mastroianni si perdono tra i vicoli di una Roma lunare e poetica. Poi lei intravede una fontana...Il film vinse l'Oscar per i costumi.

 

8 e 1/2 (1963)

E' l'autobiografia intellettuale di Fellini, interpetato dall'amico/alter ego Marcello Mastroainni. Qui alle prese col racconto di una giornata su un set "felliniano".

 

Roma (1972)

40 anni di vita romana nei ricordi trasognati di un giovane provinciale. Un film visionario e grottesco che è anche un atto d'amore verso Roma. Tra gli altri vi recitarono Anna Magnani, alla sua ultima apparizione cinematografica, e lo scrittore Gore Vidal.

 

Amarcord (1973)

L'infanzia riminese del regista, negli anni 30, diventa il pretesto per disegnare l'affresco di un'Italia che non ha ancora perso la sua innocenza, nonostante l'ombra minacciosa del fascismo.

 

Ginger e Fred (1985)

Una coppia di vecchi artisti (Masina-Mastroianni) si ritrova suo malgrado nel nuovo carrozzone della tv commerciale, che fornisce a Fellini il materiale umano (e caricaturale) per regalarci l'ennesimo, straordinario, affresco dell'Italia e degli italiani. Un film lungimirante.

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