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Ansa
Calcio

Inter contro Juventus, la guerra dei mondi

Il confronto di San Siro fondamentale (ma non definitivo) per entrambe sulla strada dello scudetto. E anche il preannuncio di una sfida che promette di animare le prossime stagioni del calcio italiano

Se sarà decisiva o no per lo scudetto lo scopriremo solo a fine maggio, quando l'ultimo capitolo di questa stagione sarà stato scritto. Senza correre dietro il gioco sterile delle provocazioni e delle risposte, che sta animando l'inverno del duello scudetto, la notte che a San Siro mette di fronte Inter e Juventus avrà un peso notevole sul prosieguo del campionato. Tradotto in parole semplici: se a vincere sarà l'Inter diventerà complicato allontanare l'idea di una fuga scudetto, favorita anche dall'asterisco che i nerazzurri si trascineranno in classifica fino al confronto con l'Atalanta di fine febbraio. Al contrario, cadrebbe in un colpo solo tutta la strategia comunicativa di Allegri e la Juventus si troverebbe sotto i riflettori senza più possibilità di nascondersi ma anche, non va dimenticato, con ancora 45 punti in palio e un calendario che a breve diventerà più difficile.

Importante, non decisiva. Per una volta si può essere d'accordo con i due allenatori che hanno trascorso la lunghissima vigilia del match cercando di smorzare le tensioni. I nervi sono già sufficientemente tesi senza che ci si aggiunga un carico ulteriore e c'è da sperare che fili tutto liscio a partire dai fischi di Fabio Maresca, spedito dal designatore Rocchi insieme a una squadra top di assistenti e varisti, per tentare di spegnere l'incendio delle polemiche arbitrali.

Sulla carta l'Inter appare superiore e in un'ipotetica formazione mista, prendendo il meglio dalle due rose, i bianconeri occuperebbe 4 o 5 posizioni al massimo. Anche per profondità e numero di alternative Inzaghi pare avvantaggiato rispetto ad Allegri, ma qui bisogna fermarsi perché la partita secca è perfetta per livellare eventuali differenze e le ultime settimane hanno regalato ai torinesi un paio di novità che possono sparigliare le carte.

La prima è Dusan Vlahovic finalmente (per lui e per chi ci ha investito una fortuna) arrivato a livello Lautaro Martinez. L'argentino oggi è il giocatore più forte della Serie A, ma il serbo si è iscritto alla competizione con i suoi 7 gol e un assist nella ultime 6 partite. Numeri che hanno fatto dimenticare l'incrocio non riuscito in estate con Lukaku. L'altra variabile è rappresentata dal talento giovane di Kenan Yildiz, tirato fuori da Allegri al momento giusto per rompere gli equilibri. La compattezza dell'Inter non è la stessa delle avversarie contro le quali il turco ha incantato - il livello si alza enormemente -, però la curiosità di vederlo all'opera a San Siro è tanta.

Si affrontano le due migliori difese, frutto di due modi diversi dei rispettivi tecnici per arrivare a questo risultato. La sensazione, Milan permettendo, è di essere al primo atto di una rivalità diretta che alimenterà i prossimi anni. La Juventus sta faticosamente attraversando il deserto della ristrutturazione dei propri conti e lo sta facendo con eccellenti risultati di campo: in estate arriveranno anche gli investimenti e il futuro garantisce il ritorno alla piena competitività. L'Inter è al momento una macchina perfetta in cui le diverse componenti collaborano proficuamente. Marotta e Ausilio stanno già progettando il futuro ed è una certezza che tra un anno i nerazzurri si troveranno ancora a lottare nelle zone alte della classifica.

Motivo per cui bisogna augurarsi che questo Inter-Juventus non bruci in un falò di polemiche, proteste e recriminazioni. Ne ha bisogno il calcio italiano che sta faticosamente cercando di risalire la china e che ha solo da guadagnarci dal confronto diretto e sul lungo periodo tra due dei suoi tre brand pallonari più conosciuti e forti.

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